AgriTurismo e AgriCultura

Museo cantina dei Colli di Parma

Inaugurata a Sala Baganza e allestita con i fondi del Prs 2007-2013, la struttura fa parte di un network che raggruppa alcune delle istituzioni più rappresentative dei sapori e dei prodotti del territorio

Tesori in cantina

TorchioLa Cantina dei Musei del cibo, inaugurata il 17 maggio 2014 a Sala Baganza, fa parte del circuito museale “I Musei del Cibo della Provincia di Parma” ed è una novità imperdibile per tutti gli appassionati del settore e i visitatori della Food Valle e in particolare dei vini dei Colli di Parma. Fanno parte di questo circuito - che nel 2011 ha ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna il titolo di Musei di Qualità - anche il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, del Pomodoro a Collecchio, del Salame a Felino, del Prosciutto e dei Salumi a Langhirano e il Museo della Pasta a Collecchio. Siamo nelle suggestive cantine della Rocca Sanvitale, al centro dell'abitato di Sala Baganza, nelle prime colline a soli 14 km dal capoluogo. La prima sala è dedicata all'archeologia del vino e alle prime tecniche di vinificazione, all'alba della civiltà. La vite era già conosciuta dall'uomo in epoca preistorica e in epoca romana ha avuto un importante sviluppo, lasciando importanti testimonianze storiche anche in queste zone. Pannelli e oggetti provenienti dagli scavi del territorio parmense testimoniano come in questa zona si sia per la prima volta evoluto il modo di bere il vino: schietto e in bicchieri. Ciò è stato possibile grazie alle popolazioni celtiche, abituate da sempre a bere la birra, mentre fino a quel momento bere schietto era ritenuto un modo di bere “barbaro” e al vino venivano sempre aggiunte spezie, miele o altre sostanze zuccherine che ne permettevano tra l'altro la conservazione.

Una collezione di anfore e dolia

Museo del vinoA testimonianza anche del vivo commercio che già in epoca romana caratterizzava queste zone, è qui esposta un'importante collezione di contenitori in terracotta, anfore e dolia, ritrovati in recenti scavi in provincia di Parma. Le anfore furono, infatti, il più diffuso contenitore da trasporto delle derrate alimentari nel mondo romano: vino, olio, frutta e altri alimenti venivano stivati nelle navi e commercializzati nell'impero mediante questi contenitori. I dolia, di dimensione ben più grande (dai mille ai duemila litri), venivano, invece, usati per conservare gli alimenti. La seconda e terza sala raccontano la coltivazione e vendemmia della vite nel secolo scorso attraverso attrezzi e oggetti di uso comune. Un filmato illustra la tecnica tipica della vite maritata agli alberi in filari, che oggi ritroviamo solo in pochi esemplari sopravvissuti alla continua trasformazione del paesaggio agrario. La parte più suggestiva del Museo Cantina è costituita senza dubbio dalla visita all'enorme ghiacciaia rinascimentale, sapientemente ristrutturata e allestita con una istallazione multimediale che racconta al visitatore i riti e l'arte della lavorazione del vino.

I mestieri del vino

Bottiglie del Museo CantinaNel cortile della Rocca un pergolato di vite ci accompagna alla seconda ala del museo, dedicata anche ad aspetti produttivi e commerciali. Il mestiere del vetraio e del bottaio, l’affascinante storia del tappo in sughero e del cavatappi, le prime etichette usate per rintracciare la provenienza del vino, sono solo alcune delle curiosità che ci accompagnano nella visita. L'ultima sala è dedicata più esplicitamente alle eccellenze della viticoltura locale. Sui pannelli ritroviamo le immagini dei principali testimoni dei vini di Parma e i pionieri del settore che si occuparono di rinnovare i vigneti, costruire cantine, modernizzare le tecniche di coltivazione e di vinificazione. Tra questi una figura chiave del processo di riqualificazione della zona, Henri Caumont, ingegnere francese che giunto nella zona di Felino per seguire lavori ferroviari, si innamorò di queste terre e, dopo aver approfondito l'argomento con studi e ricerche, creò una piccola cantina modello che avrebbe introdotto nella zona le tecniche moderne di vinificazione. Il percorso si conclude immancabilmente nell’enoteca dei sotterranei della Rocca con la degustazione di vini dei Colli di Parma in abbinamento con i prodotti tipici della zona: prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, Salame di Felino, Culatello di Zibello, solo per citare i più famosi. Tra i vini più tipici, la Malvasia, proveniente dall'omonimo vitigno autoctono Malvasia di Candia aromatica, è un vino bianco frizzante che si sposa benissimo con i salumi tipici parmensi e con i primi piatti della tradizione, come gli anolini e i tortelli d'erbetta. Inaugurato nel 2003, il Museo del Parmigiano-Reggiano, racconta la storia, le tradizioni e i sapori di un prodotto unico e inimitabile, frutto di una terra dove la qualità è uno stile di vita.

Vademecum del visitatore

mappa_21Rocca Sanvitale - Piazza Gramsci 1 - Sala Baganza (PR)

Tel. 0521.831809-821139-333 2362839

prenotazioni.vino@museidelcibo.it

www.museidelcibo.it

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pubblicato il 2014/09/01 11:40:00 GMT+1 ultima modifica 2017-05-15T17:32:00+01:00

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