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Museo dell'Aceto balsamico tradizionale di Modena

A Spilamberto è stata raccolta la storia di uno dei prodotti più esclusivi della tradizione enogastronomica regionale, che si ottiene dopo ben 25 anni di invecchiamento.

Il balsamico tradizionale cela, fra botti e mostri, i suoi segreti

foto_02Inaugurato nel 2002 il Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, gestito dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, racconta la storia, la cultura e i segreti di una delle eccellenze più identitarie dell'Emilia-Romagna attraverso un suggestivo tour all'interno di una botte di legno.

La visita inizia, infatti, da una suggestiva sala a forma di grande botte dove sono proposti i momenti salienti del processo di produzione del mosto che porterà alla produzione dei tre diversi tipi di aceto della tradizione modenese: quello comune di vino, l’aceto affinato (invecchiato 12 anni) e il balsamico tradizionale, ottenuto dopo ben 25 anni d’invecchiamento.

Un aiuto alla conoscenza del prodotto è offerto dalla proiezione del cortometraggio “Il Balsamico della tradizione secolare”, dove le immagini si alternano alle informazioni sulle vicende e le caratteristiche organolettiche del prodotto con scene relative alle fasi produttive: dalla scelta delle uve tipiche del territorio - Trebbiano Modenese, Trebbiano di Spagna, Lambrusco o Ancellotta - per arrivare alla cottura del mosto.

Prosegue la visita nella sala della cottura dove è posto un grande paiolo di rame. Al riguardo è da non perdere la festa in piazza che si svolge ogni anno a Spilamberto il secondo sabato di ottobre, giorno in cui si può assistere alla suggestiva cottura dei mosti: 16 -17 paioli alimentati da fuoco diretto da mattina a sera.

Un procedimento minuzioso

Botti di balsamicoNella sala detta la bottega del bottaio sono custodite le botti che ospitano il mosto cotto che diventerà l’Aceto Balsamico Tradizionale. E’ il luogo della trasformazione: qui, nella batteria di botti di diversa dimensione, avvengono le fasi della fermentazione, maturazione e invecchiamento. I vasselli, le botti che formano le batterie, vengono toccati una sola volta l’anno per il prelievo dell’aceto che servirà per il consumo annuale e per i travasi.

Quella dell’aceto balsamico è una tradizione molto sentita a Spilamberto: la gran parte delle famiglie possiede uno o due batterie e spesso per ogni figlio che nasce ne viene prodotta una nuova da lasciare in eredità. A testimonianza di ciò il museo ospita un esemplare di 140 anni appartenente alla famiglia Fabriani.

Nella sala dei vetri sono conservati oggetti, documenti storici e scientifici e una bottiglia di “Aceto balsamico brusco” risalente al 1785, insieme ad altri reperti non meno preziosi. In questa sala si trovano testimonianze storiche di rilievo che fanno capo al conte Giorgio Gallesio (1839) e all’avvocato Francesco Aggazzotti (1862) che, in una lettera all’amico Pio Fabriani di Spilamberto, spiega il corretto percorso per produrre Balsamico.

Aceto Balsamico tradizionale e ParmigianoOgni anno in occasione del Palio di San Giovanni, patrono di Spilamberto, gli esperti assaggiatori della Consorteria valutano quasi un migliaio di campioni di Balsamico: una boccetta di quello risultato vincitore viene inserita nella teca presente nel museo a testimoniare la storia della Consorteria.

L’acetaia sociale della Consorteria

Un museo nella botteSalendo le scale di Villa Fabriani, si raggiunge l’acetaia della Consorteria e si è subito avvolti dall’inconfondibile aroma balsamico. Questo è infatti l’ambiente che ospita i vasselli: 118 botticelle suddivise in dodici batterie, tre botti madre e due botticelle di legno di ginepro.

Si trova nel sottotetto, luogo soggetto a forti escursioni termiche nell’arco del giorno e nel corso delle stagioni: in tal modo, il caldo favorirà il processo di fermentazione e il freddo quello di decantazione.  All’interno dell’Acetaia sociale è in funzione anche un laboratorio di analisi. La Consorteria cura anche la vendita del prodotto proveniente dalla sua dotazione di vasselli.

Oggi l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, con il cugino Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, è un’eccellenza conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: anche per questo l’Unione Europea gli ha attribuito la Dop. Fra i soggetti che lo commercializzano, anche la Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi” (www.cittacastelliciliegi.it) che offre molte opportunità a chi vuole scoprire le bellezze del territorio.

Vademecum del visitatore

mappa_02Villa comunale Fabriani via Roncati, 28 - 41057 Spilamberto (MO)

PER INFORMAZIONI: tel. 059.781614 - fax 059.7861913

info@museodelbalsamicotradizionale.org

www.museodelbalsamicotradizionale.org

 

 

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pubblicato il 2014/09/01 11:40:00 GMT+1 ultima modifica 2014-09-04T12:23:00+01:00

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