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Museo dell'arte olearia

L'olivicoltura nel bel mezzo della Food Valley emiliana potrebbe sembrare inappropriata vediamo perché non è così.

L'olivo in Emilia: come e perché

La coltivazione dell’olivo in Emilia-Romagna è solitamente legata all’area romagnola e pochi immaginano che si produca olivo extravergine d’oliva anche a Parma. Oggi l’olivicoltura in Emilia è una produzione di nicchia ma un tempo, nelle colline da Modena a Piacenza, veniva coltivato l’olivo così come ancora si fa nelle province di Ravenna e Rimini che ora vantano due Dop: “Brisighella” e “Colline di Romagna”.  L'Emilia, e ai margini dell’areale dell’olivo, ma sono stati ritrovati alcuni esemplari secolari che ne testimoniano la presenza in passato e la sua possibilità di sopravvivenza. La Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata nello studio e valorizzazione dell’olivicoltura
"emiliana" con progetti e azioni specifiche per il recupero di varietà locali.Giardino

Diffondere la conoscenza dell'olio

Raccontare un prodotto di alta qualità come l'olio extravergine di oliva richiede un investimento in cultura che permetta di conoscere la sua coltivazione, l’amore per la natura e l’antico sapere dell’uomo. Ecco spiegata l’idea della famiglia Orsi Coppini: dar vita a un centro culturale dell’olio e dell’olivo nel Parmense, per diffondere la conoscenza di un prodotto che è parte anche della nostra storia. La famiglia Orsi Coppini da generazioniproduce olio extravergine italiano di alta qualità, rigorosamente spremuto a freddo nelle zone di origine entro 48 ore dalla raccolta. Gli oliveti si trovano principalmente in Abruzzo e in Sicilia mentre stoccaggio e imbottigliamento sono a San Secondo Parmense, a pochi chilometri da Parma.

Il museo è un ex casello per la produzione del Parmigiano Reggiano

Un’importante cancellata, nel mezzo dell’abitato, conduce il visitatore a un imponente anfiteatro
all’aperto chiamato che può ospitare fino a 500 persone, un vero e proprio teatro attrezzato con le più nuove tecnologie e servizi, circondato da un parco alberato dove ovviamente le piante di olivo non mancano. La prima e la seconda sala del museo raccontano la storia secolare dell’olivicoltura attraverso un allestimento rigorosamente in legno d’olivo. Tra presse, torchi, fiscoli e imponenti attrezzature secolari, sapientemente restaurate e provenienti dalle zone italiane più vocate all’olivicoltura, si svelano i segreti dell’arte olearia.

Dall’ingresso si accede anche ad una sala per degustazioni e conferenze con circa 100 posti dotata delle migliori tecnologie audio-video, che permette anche di trasmettere in diretta o on-demand eventi
di ogni genere. Un luogo davvero unico da cui lanciare proposte nuove ed eventi sulla cultura rurale e sull’enogastronomia emiliana.

Inaugurato nella primavera del 2014, la visita al museo è gratuita la domenica pomeriggio (dalle 15
alle 19); sono inoltre disponibili visite guidate a gruppi su prenotazione.

 

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pubblicato il 2017/01/24 17:35:00 GMT+1 ultima modifica 2017-05-15T16:48:00+01:00

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