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Agrobiodiversità

Attività di conservazione della agrobiodiversità vegetale e animale svolte dalla Regione Emilia-Romagna

Cosa fa la Regione

Montone di razza Balestra

La Regione salvaguarda il progressivo rischio di estinzione di razze e varietà locali attraverso:

  • il Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie: è un repertorio online in cui vengono iscritte e catalogate le risorse genetiche tutelate, previo parere favorevole di un apposita commissione tecnico-scientifica;
  • la conservazione ex-situ delle risorse genetiche: luoghi selezionati dalla Regione in cui confluiscono le accessioni iscritte nel Repertorio regionale;
  • gli agricoltori custodi: persone fisiche che volontariamente e per passione svolgono la funzione di pubblico interesse di conservare in situ le varietà e razze a rischio di erosione genetica iscritte nel Repertorio.

Agrobiodiversità: una ricchezza reale

L'agrobiodiversità è il frutto quella combinazione unica e irripetibile tra il processo di selezione naturale operato dall'ambiente e quello di selezione artificiale messo in atto dall'uomo nel corso dei secoli. Tale permesso ha portato all'evoluzione di moltissime varietà vegetali e razze animali che localmente si sono adattate alle condizioni ambientali e alle esigenze culturali, comprese quelle imposte dai mercati.

La conservazione della biodiversità costituisce un problema riconosciuto a livello mondiale. Da svariati decenni sono in atto processi di erosione genetica, anche dei territori rurali, che mettono continuamente a rischio di estinzione specie vegetali e razze animali di interesse agrario, un patrimonio genetico identitario di ogni territorio.

In Emilia-Romagna sono state censite numerose razze animali e specie vegetali considerate in condizione critica o minacciate di distruzione. Con la legge regionale n. 1/2008, la Regione ha definito le modalità di conservazione dell'agrobiodiversità regionale (conservatori ex situ e agricoltori custodi) e introdotto il Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie in cui vengono iscritte e catalogate le razze e le varietà a rischio di erosione.

Questo sistema di conservazione costituisce di fatto una rete di tutela e salvaguardia della biodiversità che comprende: i soggetti affidatari della conservazione ex situ delle risorse genetiche, gli agricoltori custodi e tutti gli enti pubblici e privati accomunati dal compito di mantenere in vita il patrimonio naturale di interesse agrario emiliano-romagnolo e garantire l’uso durevole del germoplasma delle varietà locali.

Per favorire l'adozione di metodologie comuni, standardizzate e condivise su tutto il territorio nazionale, nel 2012 il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha pubblicato le Linee guida per la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse per l'agricoltura: tre distinti manuali con le linee guida per la conservazione in-situ ed ex-situ della biodiversità animale, microbica e vegetale di interesse agrario.

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pubblicato il 2014/09/01 11:45:00 GMT+1 ultima modifica 2019-10-30T14:46:55+01:00

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