Agrobiodiversità e cultura rurale

Vite

Vitis vinifera

Albana nera

E' un vitigno che ad oggi è praticamente scomparso dalla coltivazione

Alionza

Vitigno bianco tipico del Bolognese e del Modenese di origine assai remota, probabilmente derivante dai paesi slavi.

Angela

Era un’uva molto diffusa in passato soprattutto nel bolognese, anche se veniva coltivata come apprezzata uva da tavola in tutta l’Emilia Romagna.

Barghi

A fine '800 era uno dei vitigni principali nel reggiano, in particolare nell'area di Rivalta e di Castelnuovo di Sotto, dove era stato introdotto e diffuso dal conte Corbelli.

Belzamino

Si tratta di una vite feconda, tardiva, mangereccia, che dà vino, il quale riesce di un rosso carico, di sapore forte e spiritoso.

Bertinora

E' conosciuta come uva di Bertinoro e, specialmente dai contadini, coi nomi di Durella o Rossola.

Bervedino

Non si hanno notizie in merito all’origine e alla diffusione di questo vitigno.

Besgano bianco

La presenza del Besgano bianco nel Piacentino è attestata fin dall’inizio dell’Ottocento...

Besgano nero

E' un vitigno impiegato come uva da mensa e da serbo...

Biondello

Varietà di uva molto produttiva diffusa nelle colline Riminesi e in quelle della Repubblica di San Marino

Bsolla

Se ne ha notizia già nel 1840, quando viene definita, “specie di uva bianca di grappolo rado, e di acini grossi, e mostosi”.

Canina nera

Questo vitigno era molto coltivato nel Ravennate...

Centesimo

Il vitigno è stato indicato con il nome di “Sauvignôn” o di “Uva di Centesimino”.

Cornacchia

Già ad inizio Novecento questo vitigno veniva definito “ormai di nessuna importanza giacchè si tende ad abbandonarlo nonostante sia molto produttivo”.

Famoso (Rambella)

In Romagna, esistevano due vitigni, uno più simile all’Albana (Cesenate) e uno più simile al Trebbiano (Pesarese e Riminese) che venivano indicati con lo stesso nome “Famoso”.

Fogarina

Gli studiosi di viticoltura hanno dato diverse versioni sulla nascita di questo vitigno, oggi quasi totalmente scomparso dalla Romagna ma diffuso in provincia di Reggio Emilia, quasi esclusivamente nel comune di Gualtieri.

Lambrusco Benetti

L’interesse suscitato dal Lambrusco Benetti va messo in relazione con la sua rusticità ed in particolare con la tolleranza verso i marciumi.

Lambrusco di Fiorano

Già nell'Ottocento questo vitigno veniva definito “ottimo, dà vino buonissimo; il suo grano è rotondo, piccolo, nero, e chiaro: è uva forte, ed ha un buon sapore a gustarlo, pieno ma non delicato tanto”.

Lambrusco oliva

Pur rivestendo solo importanza locale, veniva spesso allevato insieme ad altri più noti Lambruschi per l’ottenimento di un prodotto tradizionale e tipico.

Lanzesa

In passato era utilizzata sia come uva da mensa che da vino.

Maligia

La Maligia era diffusa in particolare a Dozza, dove veniva chiamata Malis.

Malvasia aromatica di Parma

Per quanto riguarda la viticoltura Piacentina e Parmense, la Malvasia è sicuramente uno dei vitigni bianchi caratterizzanti.

Melara

La Melara è un vitigno coltivato nelle zone orientali della provincia di Piacenza soprattutto per la produzione, assieme ad altre varietà antiche quali Santa Maria e Bervedino, del Vin Santo di Vigoleno.

Negretto

A fine ottocento, il Negrettino era il vitigno prevalente nei vigneti specializzati del Bolognese, sia per l'abbondante produzione, sia perché resistente all’oidio.

Pelagos

E' un vitigno presente solo nell'area di Bagnacavallo e deriva da due piante coltivate presso l’azienda Bagnari da prima dell’ultimo conflitto mondiale.

Ruggine

E' un vitigno preservato dall'estinzione dal sig. Pedroni, che riferisce che la coltivazione di quest’uva era limitata alle aree della pianura modenese verso Bologna...

Russiola

La “Russiola” o “Rossiola” è un vecchio vitigno tipico dell’areale comacchiese.

Santa Maria

Di origine sconosciuta, questo vitigno veniva in passato coltivato in Val d’Arda.

Scarsafoglia

Uva tra le prime da vino. Da sola produce un buonissimo vino giallo dorato, con riflessi giallognoli/verdognoli.

Sgavetta

Si tratta di un’uva tipicamente coltivata nelle province di Modena e Reggio Emilia.

Spergola

Si hanno notizie di questo vitigno già nel Settecento.

Termarina

E' un vitigno caratterizzato da acini con concentrazione zuccherina molto elevata, tanto che un tempo era considerato un vitigno prevalentemente da mensa.

Termarina-Romanino

In passato era molto usata come uva da tavola e da appassimento o anche per fare marmellate e confetture.

Trebbianina

Già nell'Ottocento veniva definita “un’uva non abbondante in pianura ma comune nei colli ove produce un vino potentissimo”.

Uva del Fantini

Si tratta di una pianta secolare localizzata nel comune di Pianoro, fotografata nel 1965 da Luigi Fantini, che gli attribuì un’età di circa 300 anni.

Uva del Tundé

Questo vitigno si è diffuso nell’ultimo dopoguerra a partire da un vecchio filare in cui ne aveva messo a dimora alcune piante il sig. Tondini di San Bartolo (RA).

Uva Tosca

In Emilia, l’uva Tosca è nota da sempre per essere l’unico vitigno in grado di maturare dall’alto colle fino alla montagna.

Verdea

Si tratta probabilmente di un’uva molto antica (se ne hanno testimonianze già nel Trecento)...

Vernaccina

E' un vitigno antico che si trova nel Riminese, forse Vernaccia bianca oppure “ribolla piccola”.

Veruccese

Il Verucchiese si riteneva un biotipo di Sangiovese, ma la sua precocità di maturazione lo distingue nettamente.

Azioni sul documento

Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it