Agrobiodiversità e cultura rurale

La conservazione delle risorse genetiche

Le modalità di conservazione delle risorse genetiche iscritte nel Repertorio

Cosa fa la Regione

Per custodire nel tempo le accessione iscritte al Repertorio regionale delle risorse genetiche, la Regione, in conformità alle Linee guida per la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse per l'agricoltura, ha individuato due modalità di conservazione: conservazione ex situ e conservazione in situ.

La conservazione ex situ è affidata a soggetti pubblici e privati di comprovata esperienza nel settore e dotati di idonee strutture tecnico-organizzative. Attualmente sono 19 le strutture riconosciute e iscritte nell'elenco dei conservatori ex situ dell'Emilia-Romagna. Essi svolgono tutte le attività dirette alla salvaguardia del materiale da loro conservato da qualsiasi forma di contaminazione, alterazione e distruzione.

Attraverso bandi pubblici la Regione raccoglie autocandidature di nuovi conservatori ex situ. Attualmente non ci sono bandi aperti.

La Regione ha inoltre riconosciuto la figura degli Agricoltori custodi, ovvero aziende agricole che volontariamente e per loro passione personale conservano in situ, nei territori di ritrovamento, semi, piante madri o razze locali iscritte nel Repertorio o in attesa di iscrizione. In questa categoria di conservatori sono inclusi anche coloro che conservano on farm, ovvero coltivano o allevano nel territorio d'origine le varietà e le razze a rischio d'estinzione.

Norme e atti

Azioni sul documento
Pubblicato il 08/09/2014 — ultima modifica 14/06/2016
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it