Gestione della fauna e caccia

Lupo

Il lupo è una specie strettamente protetta dalle normative comunitarie e nazionali. È quindi responsabilità dei governi centrali e delle amministrazioni locali elaborare adeguati piani di conservazione ed attuare politiche di gestione che consentano di garantire la persistenza di popolazioni vitali di lupo, minimizzando contemporaneamente i conflitti con le attività produttive.

Cosa fa la Regione

Il lupo ha ricolonizzato naturalmente parte del suo areale storico di distribuzione, anche in Emilia Romagna. E’ possibile che il predatore non sia mai del tutto scomparso da alcune aree dell’Appennino centro-settentrionale comprese tra le province di Arezzo, Forlì e Pesaro. Numerose segnalazioni di avvistamenti indicano una presenza costante della specie nell’Appennino Forlivese fino agli anni ‘50 (Zangheri, 1957), con un suo declino solo durante gli anni ‘60 e inizio ‘70, periodo in cui le segnalazioni sono diminuite. A partire dall’inizio degli anni ‘80 la presenza del lupo viene accertata in varie località dell’Appennino Tosco-Emiliano fino al 1990, quando viene segnalata l’uccisione di una femmina di lupo sul massiccio del Corno alle Scale in Provincia di Bologna. Da allora il lupo, grazie alla rinaturalizzazione del territorio di collina e montagna abbandonato dall'agricoltura e al conseguente ritorno degli ungulati selvatici, è ricomparso progressivamente in gran parte del crinale appenninico dell’Emilia Romagna, arrivando ad occupare interamente i territori vocati alla presenza della specie individuati nella “Carta delle Vocazioni Faunistiche della Regione Emilia-Romagna”.

La Regione Emilia-Romagna, al fine di elaborare strategie razionali di prevenzione e contenimento dei danni alla zootecnia, ha avviato, a partire dal marzo 2002 ed in collaborazione con le amministrazioni provinciali, il progetto Monitoraggio della presenza del lupo in Emilia-Romagna tramite analisi genetiche”, terminato nel 2012. Il laboratorio di genetica dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ora ISPRA) è stato incaricato di condurre le analisi genetiche dei campioni biologici. Al progetto hanno aderito anche il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e, parzialmente, la Riserva Naturale Statale dell’Orecchiella (LU) e l’amministrazione provinciale di Firenze (vedi area di monitoraggio). I risultati di questo studio sono contenuti nella pubblicazione "Il lupo in Emilia-Romagna. Strategie di convivenza e gestione dei conflitti".

 

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Pubblicato il 30/09/2014 — ultima modifica 24/03/2017
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