Fauna, caccia, tartufi

Tartufaia coltivata

Modalità di attuazione e indicazione delle aree destinate a tartufaia coltivata.

Cosa fa la Regione

La Regione disciplina le modalità di riconoscimento delle tartufaie coltivate e gestisce il procedimento di autorizzazione avvalendosi dei Servizi regionali competenti per territorio.

Gli interessati, proprietari o conduttori del terreno, devono presentare, al Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca della provincia dove questo è ubicato, domanda (pdf, 202.45 KB) corredata da:

  1. documentazione idonea ad attestarne la disponibilità del terreno, nonché ad individuare con precisione l'area destinata alla coltivazione, attraverso l'indicazione delle particelle catastali
  2. relazione che illustri le caratteristiche fisico-chimiche del terreno e dell'ambiente, l'attuale destinazione d'uso di quest'ultimo e quale specie di tartufo si intenda coltivare. Devono essere inoltre indicati specie e quantità delle piantine tartufigene da mettere a dimora, modalità di impianto e provenienza delle stesse
  3. piano colturale e di coltivazione della tartufaia.

Tabellazione

Coloro che conducono le tartufaie coltivate, purché delimitate da apposite tabelle, hanno diritto di proprietà sui tartufi ivi prodotti, di qualunque specie essi siano. Le tabelle, poste ad almeno 2,50 metri dal suolo, devono essere visibili da ogni punto di accesso e poste in modo che da ogni cartello sia visibile il precedente ed il successivo. Devono riportare la scritta “Raccolta di tartufi riservata”, in stampatello e ben leggibile.

A chi rivolgersi

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pubblicato il 2016/02/24 12:20:00 GMT+1 ultima modifica 2017-12-06T10:29:00+01:00

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