Fauna, caccia, tartufi

Tartufaia controllata

Modalità di conduzione ed indicazione delle aree destinate a tartufaia controllata

Cosa fa la Regione

La Regione disciplina le modalità di riconoscimento delle tartufaie controllate e gestisce il procedimento di autorizzazione avvalendosi dei Servizi regionali competenti per territorio.

Gli interessati, proprietari o conduttori del terreno, devono presentare, al Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca della provincia dove questo è ubicato, domanda (pdf, 213.66 KB)corredata da:

  1. documentazione idonea ad attestare la disponibilità del terreno nonché, ad individuare con precisione l'area destinata all'intervento di miglioramento, attraverso l'indicazione delle particelle catastali interessate.
  2. relazione contenente gli elementi agronomici che evidenzino le caratteristiche dei terreni (conformazione e tipo di vegetazione nel sottobosco), al fine di poterli qualificare come tartufaia naturale vocata per una determinata specie di tartufo.
  3. piano colturale che dovrà riportare le pratiche colturali, nonché l'incremento della tartufaia con la messa a dimora di idonee piante arboree ed arbustive tartufigene e potrà prevedere i seguenti interventi:
    • messa a dimora di piante autoctone arboree ed arbustive tartufigene comprese le eventuali cure colturali;

    • realizzazione o manutenzione di opere di regimazione delle acque superficiali quali scoline, fossetti, muretti a secco, palificate e graticciate;

    • interventi di diradamento e di controllo della vegetazione infestante.

È considerato incremento di tartufaie naturali l'inserimento di almeno trenta piantine tartufigene per ettaro, nel perimetro dell'area proposta per il riconoscimento. Qualora detto inserimento non possa effettuarsi nel rispetto delle caratteristiche e degli equilibri della tartufaia, la Provincia competente può derogare alla normativa previo parere di uno dei centri od istituti di ricerca specializzati.

Tabellazione

Coloro che conducono le tartufaie controllate, purché delimitate da apposite tabelle, hanno diritto di proprietà sui tartufi ivi prodotti, di qualunque specie essi siano. Le tabelle, poste ad almeno 2,50 metri dal suolo, devono essere visibili da ogni punto di accesso e poste in modo che da ogni cartello sia visibile il precedente ed il successivo. Devono riportare la scritta “Raccolta di tartufi riservata”, in stampatello e ben leggibile.

A chi rivolgersi

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pubblicato il 2016/02/24 13:20:00 GMT+2 ultima modifica 2017-10-12T11:52:00+02:00

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