Fauna selvatica ferita. Caselli: “Tema che ci sta a cuore, servizi svolti con stessi criteri su tutto il territorio”

Risposta al consigliere Raineri sulla situazione della provincia di Parma.
Fauna selvatica ferita. Caselli: “Tema che ci sta a cuore, servizi svolti con stessi criteri su tutto il territorio”

Simona Caselli


“Abbiamo assolutamente a cuore il problema della fauna selvatica ferita, ma come Regione dobbiamo procedere in modo uniforme a livello regionale e nel rispetto dei regolamenti e delle leggi. Non è infatti possibile ritornare ad una gestione distinta su base provinciale”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli risponde al consigliere della Lega Fabio Rainieri che sollecita la Regione sul tema del recupero degli animali feriti.
“Con la riforma delle Province e il conseguente riordino istituzionale - prosegue l’assessore Caselli - le materie legate alla caccia e alla tutela della fauna selvatica sono passate in capo alla Regione. Questo comporta che la gestione delle attività e dei relativi servizi debba essere fatta in modo unitario e secondo criteri uniformi su tutto il territorio regionale”.

Per quanto riguarda le attività di recupero e di prima cura della fauna selvatica ferita e in difficoltà, seguendo le disposizioni introdotte nel 2016 con l’adeguamento della legge regionale che regola la caccia e la tutela della fauna (L.R. 8/94), la Giunta ha proceduto ad affidare tali attività mediante bando regionale ai Centri di Recupero della Fauna Selvatica (Cras) e alle organizzazioni di volontariato regolarmente registrati. Per le attività del 2018 è stato emanato un primo bando regionale con scadenza al 30 novembre 2017 prorogato poi al 12 gennaio 2018  per la sola attività di recupero e trasporto nei territori di Parma e Ferrara. A seguito delle manifestazioni di interesse pervenute sono state attivate delle convenzioni in tutte le province.
Per quanto riguarda Parma, oltre alla conferma delle convenzioni per le attività di prima cura da parte del Cras dell’Università di Parma e del Cras Casa Rossa dei Parchi del Ducato, è stata stipulata una convenzione con il Cras Rifugio Matildico anche per il recupero e il trasporto della fauna nei 21 Comuni compresi tra i torrenti Enza e Taro.

“Confido che il CRAS Rifugio Matildico, che gestisce già da tempo tale attività con positivi riscontri sul territorio reggiano – conclude Caselli  -  garantisca una piena operatività anche sulla parte del territorio di Parma, essendo ubicato a San Polo d’Enza al confine con le due province.  Spiace che nessuna associazione di volontariato di Parma, a differenza di quanto accade in tutta la Regione, abbia partecipato al bando. Per il recupero della fauna nella rimanente parte del territorio di Parma si sta comunque già procedendo mediante un affidamento di servizio, non più in convenzione, ma secondo le regole del codice degli appalti che hanno passaggi e tempi stabiliti dalle leggi nazionali”.

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Pubblicato il 06/04/2018 — ultima modifica 06/04/2018
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