A Bruxelles l’Emilia-Romagna fa il punto sulla nuova PAC

Caselli: “Mantenere invariate le risorse e rafforzare il ruolo delle regioni”. Incontro organizzato con "Régions de France".

Le prospettive della nuova Pac e i differenti modelli di gestione regionale della politica agricola europea e locale.  Sono questi i temi al centro dell’incontro organizzato a Bruxelles da Régions de France, l’omologo francese della Conferenza delle Regioni in Italia.

Nella sede comune delle regioni Nouvelle Aquitaine ed Emilia-Romagna, che ha ospitato il lavoro della commissione agricoltura delle regioni francesi, si è fatto il punto sui modelli di gestione della Pac dell’Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore regionale Simona Caselli, e regione belga della Vallonia, rappresentata dal ministro dell’agricoltura René Collin. All’incontro erano presenti i vicepresidenti e i responsabili del settore agricoltura di tutte le Regioni francesi, comprese quelle di oltremare.

L’assessore regionale Caselli ha illustrato  lo stato di avanzamento del Programma di sviluppo rurale  2014-2020 dell’Emilia Romagna e le prospettive del prossimo periodo di programmazione della Pac 2020-2026, alla luce della recente comunicazione della Commissione europea sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura.

“Sono emerse posizioni condivise da parte di tutte le Regioni - spiega Caselli -  in particolare su due punti irrinunciabili. Primo: la politica agricola comune deve rimanere una politica europea che riconosca le specificità delle diversificate agricolture del continente mantenendo e rafforzando il ruolo delle Regioni nell’orientare e nel gestire le risorse. Secondo: è indispensabile che il budget della Pac non venga ridotto, se si vuole rispondere alle sfide del futuro con un’agricoltura sostenibile e di qualità che sappia garantire la sicurezza alimentare per i consumatori e un adeguato reddito per gli agricoltori”.

La riunione si è conclusa con l’invito dell’assessore Caselli rivolto alle regioni francesi per un incontro in Emilia-Romagna finalizzato a fare conoscere sul piano operativo come funziona il modello organizzativo regionale e, in particolare, l’organismo pagatore Agrea. Il grande interesse delle regioni francesi nasce dal fatto che la gestione della politica agricola in Francia è tuttora centralizzata.

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Pubblicato il 12/03/2018 — ultima modifica 12/03/2018
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