Piano di controllo delle volpi realizzato secondo le indicazioni di ISPRA

Per tutelare specie protette ed evitare lo scavo di tane negli argini dei fiumi, possibili cause di alluvione e incidenti.

La Regione Emilia-Romagna, sul tema del controllo della presenza delle volpi sul territorio, si è attenuta strettamente alle indicazioni e ai metodi di prelievo indicati da ISPRA, l’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca ambientale, che ha tra i propri compiti proprio quello di indicare linee guida alle quali le Regioni si devono attenere.

E’ quanto sostengono gli organismi tecnici della Regione, precisando che le motivazioni che stanno alla base del “Piano di controllo della volpe”, che è un intervento di natura straordinaria, stanno nell’esigenza di contenere un predatore - la volpe, appunto - che è in grado di compromettere gravemente la riproduzione di specie selvatiche di piccole o medie dimensioni, in particolare gli uccelli appartenenti a specie protette che fanno il proprio nido a terra, che cadono facilmente preda delle volpi.

Inoltre, specificano sempre gli uffici della Regione, tra le ragioni che rendono necessario il provvedimento, vi è l problema legato al fatto che le volpi, assieme ad altre specie - quali gli istrici e i tassi - scavando le proprie tane in argini e terrapieni, possono comprometterne la stabilità. Ragion per cui esiste un obbligo, in questo senso, motivato dall’impegno a mettere in campo quanto necessario per prevenire rotture o collassi di argini e terrapieni, causa di possibili eventi alluvionali.

Queste sono le esigenze alla base del Piano di controllo, che tra le altre cose prevede anche un numero massimo di abbattimenti di capi, che viene realizzato sotto la diretta responsabilità delle Polizie Provinciali, in modo prioritario nelle Zone di protezione istituite al fine tutelare la fauna selvatica rappresentata spesso da specie che rivestono notevole importanza di conservazione.

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Pubblicato il 13/05/2019 — ultima modifica 20/05/2019
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