Avversità e difesa delle piante

Certificazione delle produzioni vivaistiche viticole

Gli scopi, le fasi, gli attori, gli adempimenti e la normativa

Con il D.P.R. 24/12/1969 N. 1164  "Norme sulla produzione e sul commercio dei materiali di moltiplicazione vegetativa" che ha recepito la Direttiva 68/193/CEE del Consiglio del 9 aprile 1968 e il successivo D.M. 8 febbraio 2005 che ha istituito il Servizio nazionale di certificazione della vite, sono state definite le categorie  di materiale certificato, gli obblighi dei produttori e  i compiti dell’organismo di controllo.

Gli scopi della certificazione
Porre in commercio materiali di moltiplicazione della vite con garanzie certe di sanità e purezza, certificati come materiali di moltiplicazione "iniziali", "di base", "certificati" e "standard", etichettati ed imballati secondo precise regole.

Le fasi
Il processo si svolge attraverso una serie di fasi: conservazione, premoltiplicazione, moltiplicazione e vivaio. Le piante capostipiti di una varietà sono conservate all'interno di apposite strutture (screen house), atte a garantire l’isolamento dai principali organismi patogeni (virus, fitoplasmi e altri agenti infettivi). Queste piante capostipiti vengono prima premoltiplicate in tunnel o in campo, poi ancora moltiplicate in pieno campo sotto stretto controllo fitosanitario. Nel corso di questo processo il materiale di moltiplicazione è sottoposto a ripetuti controlli visivi e di laboratorio per verificare l’effettiva assenza di organismi patogeni. In vivaio si completa il processo di certificazione e le piante prodotte sono pronte per la commercializzazione.

Gli attori
Per l'attuazione della certificazione sono stabiliti ruoli e compiti per i vari attori coinvolti:  le aziende vivaistiche, il Servizio fitosanitario regionale e i  produttori viticoli.

Alle aziende vivaistiche competono tutte le attività connesse alla produzione di piante finite e di materiale di moltiplicazione, dalla costituzione di nuove varietà a tutte le varie fasi di moltiplicazione, fino alla commercializzazione finale. Il vivaista è quindi il primo responsabile delle caratteristiche del suo prodotto. Il prodotto per essere  commercializzato deve sempre rispettare le condizioni dell’art. 9 del D.M. 8 febbraio 2005 “ Norme di commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite”.

Il Servizio fitosanitario controlla e certifica le colture e il materiale di moltiplicazione di categoria certificato e standard, attraverso ispezioni di campo e analisi di laboratorio. Verifica inoltre la conformità della documentazione relativa al materiale richiesto in certificazione (documenti di commercializzazione, distinte delle cessioni ecc.) e rilascia l’autorizzazione finale al prelievo e alla commercializzazione dei materiali. Più in generale, il Servizio fitosanitario ha il compito di sorveglianza del territorio rispetto alla diffusione di malattie di "quarantena" e di individuazione di aree idonee per l'attività vivaistica nelle quali siano minimi i rischi di contaminazione del materiale prodotto.

I produttori viticoli hanno un ruolo molto importante come utilizzatori finali delle produzioni vivaistiche. Devono ricordarsi di conservare i cartellini apposti sui materiali di moltiplicazione per eventuali verifiche o dichiarazioni specifiche relative a qualsiasi rapporto con le amministrazioni pubbliche. E' interesse del produttore viticolo collaborare con la struttura regionale nell’opera di controllo e prevenzione per la diffusione di patogeni da quarantena, con particolare attenzione a quelli per i quali è in vigore un provvedimento di "lotta obbligatoria" ("Flavescenza dorata").

Adempimenti e scadenze per le aziende vivaistiche

Per informazioni

Normativa

D.M. 13 dicembre 2011
Linee guida per l'esecuzione di analisi fitosanitarie sui campi di piante madri dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite, ai sensi del decreto 7 luglio 2006, allegato I

D.M. 7 luglio 2006
Recepimento della direttiva n. 2005/43/CE della Commissione del 23 giugno 2005, che modifica gli allegati della direttiva n. 68/193/CEE Consiglio, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite

D.L. 19 agosto 2005, n. 214
Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali

D.M. 8 febbraio 2005
Norme di commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite

D.M. 31 maggio 2000
Misure per la lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata della vite

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Pubblicato il 30/04/2013 — ultima modifica 04/03/2019
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