Due nuovi GOI sul castagno si presentano

Biodiversamente Castagno e CASTANI-CO sono i due Gruppi Operativi per l'Innovazione dedicati alla castanicoltura regionale.

È nel segno della valorizzazione della castanicoltura da frutto dell’Emilia-Romagna che è nato un sodalizio tra ricercatori esperti, tre associazioni di produttori di castagno e ben sei aziende castanicole, che insieme davanti ad un notaio hanno dato vita alla costituzione ufficiale, il 21 settembre scorso, dei Gruppi Operativi per l’Innovazione (GOI) BIODIVERSAMENTE CASTAGNO e CASTANI-CO.

Una tappa che marca un risultato importante verso una migliore integrazione tra il sistema della conoscenza (Università, enti di sperimentazione e ricerca, ecc.) e il mondo emiliano-romagnolo delle imprese castanicole.

Oggi, presso la Sala Poggioli della Terza Torre della Fiera, sede dell’Assessorato “Agricoltura, caccia e pesca” della Regione Emilia-Romagna, i partner dei due GOI hanno presentato gli obiettivi e le attività dei piani di comunicazione, volti ad animare e favorire un confronto propositivo e costruttivo tra i ricercatori, gli agricoltori partner e i funzionari regionali.

In particolare è stata evidenziata l’elevata sostenibilità ambientale della castanicoltura da frutto, che favorisce il sequestro di carbonio e la biodiversità dell’agro-ecosistema e l’importante ruolo che svolge il castanicoltore nella tutela, valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente montano nonché nella produzione di un prodotto di qualità a elevato valore nutraceutico.

L’Assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca, concludendo l’incontro, ha sottolineato come “nel nostro Appennino sono presenti, come testimoniato anche dalla significativa adesione ai due GOI, diversi nuclei di produttori o di semplici appassionati fortemente interessati al mantenimento ed al rilancio di una castanicoltura moderna e sostenibile sotto il profilo economico, sociale ed ambientale. I castagneti continuano ancora oggi a rappresentare, in ampie zone del territorio regionale, un patrimonio storico, culturale e paesaggistico di fondamentale importanza che si è accumulato grazie al secolare lavoro delle popolazioni montane e che rischia di andare definitivamente disperso; anche per questo siamo fortemente impegnati per sostenere e valorizzare tutte le iniziative in grado di contribuire al rilancio di questa coltura”.

I partecipanti

I due progetti sono coordinati da I.TER Soc. Coop., azienda bolognese attiva nello studio dei suoli, e vedono la partecipazione di:   ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA' DI BOLOGNA, AZIENDA TIZZANO DI FOGACCI STEFANO,  AZIENDA AGRICOLA ANTICO BOSCO DI CANOVI DANIELE, AZIENDA AGRICOLA LA MARTINA DI DEGLI ESPOSTI ANDREA, AZIENDA MARCO PICCIATI,  SOCIETA’ AGRICOLA TERRA AMICA DEI MENETTI S.S., SOCIETA' AGRICOLA MONARI & C., CONSORZIO CASTANICOLTORI DELL'APPENNINO BOLOGNESE, CONSORZIO CASTANICOLTORI DELL'APPENNINO REGGIANOASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTA' DEL CASTAGNO.

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Pubblicato il 01/02/2018 — ultima modifica 12/02/2018
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