Progetto LIFE AGREE per la gestione a lungo termine della laguna di Goro (FE)

La presentazione "sul campo" del progetto a 3 anni dall'avvio.

Il progetto LIFE AGREE, della durata di 5 anni (2014-2019) è stato approvato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE+ e rappresenta un esempio di applicazione dei principi della GIZC (Gestione Integrata Zone Costiere) alla conservazione di habitat e specie nel sito Natura 2000Sacca  di Goro”.

La "Sacca" è costituita da un’insenatura marina di bassissima profondità di circa 2.000 ettari che si estende tra le foci del Po di Volano e del Po di Goro, parte integrante del territorio del Parco del Delta del PoParzialmente isolata dal mare da scanni prevalentemente sabbiosi il sito include anche il tratto terminale del Po di Goro da Mesola alla foce.

Già a partire dagli anni ’80 la Sacca è stata oggetto di studi ed interventi di carattere ambientale connessi anche alle attività economiche legate alla laguna stessa, in particolare la molluschicoltura che in quegli anni ha avuto  un impulso tale per cui rappresenta attualmente la voce principale dell’economia locale.

Le caratteristiche morfologiche ed idrauliche della laguna ed in particolare il continuo avanzamento dello Scanno in direzione ovest verso la linea di costa sono state alla base di frequenti crisi anossiche nell’ultimo decennio predisponendo l’ambiente ad eutrofia e conseguente moria delle vongole e delle zone di vivaio.

Già in passato la Provincia di Ferrara, il Comune di Goro, la Regione e gli stessi pescatori hanno messo in atto azioni atte a contrastare tale problematica attraverso ad esempio la raccolta delle macro alghe, interventi che se da un lato non si sono dimostrati risolutivi dall’altro hanno permesso di  consolidare un rapporto che ha portato alla creazione del progetto LIFE AGREE.

Grazie ad un approccio eco sistemico al funzionamento della laguna, che include le componenti biotiche e abiotiche, il progetto è stato pianificato con un punto di vista olistico che considera gli effetti della dinamica costiera sulla conservazione della biodiversità, sull'economia e sulla sicurezza idraulica.

Gli obiettivi del progetto LIFE+ AGREE

L’obiettivo generale del progetto è la conservazione a lungo termine di habitat e specie di interesse comunitario presenti nella Sacca di Goro, attraverso una gestione sostenibile che sfrutta, invece di contrastare, il dinamismo della laguna ed il costante deposito sedimentario.

Un secondo obiettivo di progetto, non meno importante, è l’avvio di una gestione integrata della laguna con approccio ecosistemico e funzionale, gestione cui partecipano sia enti pubblici, sia privati, con una visione gestionale a lungo termine. Sono infatti partner di progetto Enti pubblici con competenza sulla difesa della Costa e sulla conservazione della biodiversità ma anche privati la cui attività dipende direttamente dai servizi ecosistemici forniti dalla laguna.

Interventi quindi che basandosi su una strategia di adattamento ai processi naturali porteranno ad una azione a lungo termine di manutenzione della laguna che sarà gestita direttamente dal Consorzio Sacca di Goro (Co.Sa.Go.)  che riunisce oltre 1200 pescatori della zona.

Il progetto, che ha un budget di quasi 4,4 milioni di euro e  conta su un contributo UE di euro 2,2 ML€ e vede coinvolti partner pubblici (Provincia di Ferrara, Arma dei Carabinieri - Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, Ente di Gestione per i Parchi e la biodiversità – Delta del Po, Regione Emilia –Romagna Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e alla Protezione Civile e Università di Ferrara) e privati (Co.Sa.Go.) e Comune di Goro quale cofinaziatore.

I risultati a quattro anni dall’avvio del progetto

In occasione della visita organizzata la scorsa settimana alla Sacca e con il contributo di alcune relazioni tecniche e scientifiche, i risultati presentati sono assai positivi e in alcuni casi anche superiori alle alle aspettative: l’escavo di 256.628 m3 di sedimenti dei canali sub lagunari principali, ha prodotto un miglioramento della circolazione idraulica e della conservazione dell’habitat prioritario e come dato non trascurabile si segnala che l’ultima crisi anossica importante è stata registrata nel 2015.

Si è altresì avuto un incremento di 34,5 ha dell’habitat 1110 (Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina) contro i 4 ha previsti e un incremento di 36,3 ha di habitat 1110, contro i 14 ha previsti e di circa 1,1 ha dell’habitat 1310 che non era previsto dal progetto.

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Pubblicato il 19/07/2018 — ultima modifica 19/07/2018
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