Produzioni agroalimentari

Melone mantovano Igp

Originario dell’Asia centrale e occidentale, nel nostro Paese la coltivazione del melone si diffuse dopo il 1500 nelle corti dei signori - in pieno periodo rinascimentale - favorita da un terreno particolarmente fertile e dalla laboriosità dei produttori.

Area di produzioneMelone Mantovano Igp

Nell’area di produzione del Melone Mantovano IGP le condizioni climatiche sono specifiche e molto favorevoli a questo tipo di coltivazione permettendo la massima espressione delle qualità di questo frutto. Il clima, caratterizzato da inverni freddi ed estati calde e umide, con relativa uniformità delle temperature, promuove lo sviluppo della pianta e favorisce una regolare fioritura e sviluppo dei frutti. Il territorio ha morfologia pianeggiante di origine alluvionale, ad opera dell’azione dei fiumi Oglio, Mincio, Secchia, Panaro e Po. L’area di produzione del Melone Mantovano è caratterizzata da suoli ad elevata fertilità e caratterizzati da falde acquifere relativamente superficiali. La zona di produzione del Melone Mantovano I.G.P., si estende in diversi Comuni tra le Province di Mantova, Cremona, Modena, Ferrara e Bologna. In Provincia di Mantova la produzione avviene nei Comuni di Borgoforte, Carbonara di Po, Castellucchio, Cavriana, Ceresara, Commessaggio, Dosolo, Felonica, Gazoldo degli Ippoliti, Gazzuolo, Goito, Magnacavallo, Marcaria, Mariana Mantovana, Piubega, Poggio Rusco, Pomponesco, Quistello, Redondesco, Rivarolo Mantovano, Rodigo, Sabbioneta, San Benedetto Po, San Martino dall’Argine, Sermide e Viadana. Tra i comuni limitrofi alla Provincia di Mantova vi sono Casalmaggiore, Casteldidone, Gussola, Martignana di Po, Rivarolo del Re ed Uniti, San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio e Spineda in Provincia di Cremona; Concordia, Mirandola e San Felice sul Panaro in Provincia di Modena; Bondeno, Cento e Sant’Agostino in Provincia di Ferrara; Crevalcore, Galliera e San Giovanni in Persiceto in Provincia di Bologna. La coltivazione del melone in questi terreni vocati è antica, rinomata e ricca di riferimenti storici e bibliografici, a partire da documentazioni risalenti alla fine del Quattrocento, presenti nell’archivio Gonzaga, le quali riportano notizie dettagliate degli “apprezzamenti destinati ai meloni provenienti da queste terre”. Tali testimonianze attestano anche l’abilità degli agricoltori della zona nella scelta delle varietà e nell’adozione delle tecniche colturali più idonee alla produzione di frutti di buona qualità, capacità che si è mantenuta ininterrottamente sino ad oggi.

Storia

Originario dell’Asia centrale e occidentale, il melone si diffuse inizialmente in India e in Cina, e solo in seguito nel bacino del Mediterraneo. Come attestano alcuni dipinti rinvenuti a Ercolano, l’introduzione di questa coltura nel nostro Paese risale all’età cristiana. Il primo autore a menzionarne i frutti fu Plinio il Vecchio, che narrava di quanto il melone fosse gradito all’imperatore Tiberio. Favorita da un terreno particolarmente fertile e dalla laboriosità dei produttori, nel nostro Paese la coltivazione del melone si diffuse dopo il 1500 nelle corti dei signori, in pieno periodo rinascimentale. Anche il duca Francesco Gonzaga apprezzava i meloni delle sue terre. Lo dimostra una lettera datata 3 agosto 1548 con cui il podestà Felice Fiera si assicurava le grazie del duca offrendogli quattro stupendi frutti di forma tondo-ovale con colore giallo e striature verdi.

Modalità produttive

Il Melone Mantovano si semina in serra o in pieno campo con trapianto in marzo-aprile e raccolta nel periodo giugno-agosto. Nel mantovano, il melone viene lasciato maturare nel campo: è vietato produrne varietà con semi provenienti da ibridi coltivati e non possono essere utilizzati prodotti chimici forzanti. Oltre all’aspetto visivo (colore, forma, freschezza) per questo prodotto sono importanti anche le proprietà qualitative intrinseche, quali la consistenza della polpa, il colore e il grado zuccherino.

Quest’ultimo, associato agli aromi contenuti nella polpa, conferisce il tipico gusto dolce e succoso, ottimo sia per il consumo fresco che per la preparazione di antipasti e dessert. Per ottenere la massima qualità, le tecniche di coltivazione hanno applicato pratiche agronomiche che prevedono l’impiego di fertilizzanti a basso impatto ambientale, e in alcuni casi di difesa biologica, l’impiego di dosi corrette di fertilizzanti, e soprattutto la coltivazione di varietà diverse per epoca di maturazione e consistenza della polpa. La produzione massima consentita nel disciplinare di produzione “Melone Mantovano” non supera i seguenti quantitativi per tipologia: melone liscio 28 t/ha, melone retato 38 t/ha.

Curiosità

Una curiosità che forse non molti conoscono: dall’impollinazione del fiore del melone, un delizioso fiore color giallo acceso, le api ricavano un miele dal gusto molto particolare, aromatico e delicato, di cui sono ghiotti gli amanti del genere, anche se è piuttosto raro trovarlo.

Caratteristiche organolettiche

Della famiglia delle Cucurbitaceae, del genere Cucumis appartiene alla specie Cucumis melo. Ha un sapore caratteristico, polpa succosa che varia dal colore gialloarancio al salmone, particolarmente spessa, fibrosa e consistente; ha grado zuccherino elevato, maggiore o uguale a 13°Brix, e una quantità media di sali minerali e potassio generalmente superiore a quella riscontrata in altre zone di coltivazione. Tipici anche l’odore di fungo e polpa di anguria, l’aroma di tiglio e di zucchino rilevabili dai profili sensoriali. L’IGP ottenuta caratterizza i meloni allo stato fresco delle due varietà botaniche Cucumis melo L.: quella cantalupensis (melone cantalupo), con frutti lisci di forma sferica o sub-sferica, dalla buccia di colore grigio verde tendente al giallo, e la varietà reticulatus (melone retato), che ha frutti di forma tendenzialmente tondeggiante o ovale, con un evidente reticolo epidermico. Le cultivar utilizzate sono riconducibili alle tipologie di riferimento Honey Moon(tipologia liscia), Harper (retata senza incisura della fetta) e Supermarket (retata con incisura della fetta). Ha peso medio di 1-1,5 kg, sapore dolce e profumo intenso, particolarmente indicato negli antipasti e nei dessert. Risulta ricco di vitamina C e ha un elevato grado zuccherino.

Tipologia liscia

  • Forma: Tonda
  • Colore buccia: Crema-Paglierino
  • Colore polpa: Arancio
  • Maturazione del frutto: Naturale, ovvero senza utilizzare prodotti chimici che stimolano la maturazione
  • Impollinazione: apis mellifera, bombus terrestris
  • Zuccheri ≥ 12° Brix
  • Conservabilità: 5-6 giorni
  • Polpa: Consistente e succosa
  • Cavità placentare: piccola

Tipologia retata

  • Forma: Ovale o tonda
  • Colore buccia: Crema-Paglierino o verde con o senza costolatura
  • Colore polpa: Arancio salmone
  • Maturazione del frutto: Naturale, ovvero senza utilizzare prodotti chimici che stimolano la maturazione
  • Impollinazione: apis mellifera, bombus terrestris
  • Zuccheri ≥ 12° Brix
  • Conservabilità: 7-8 giorni
  • Polpa: Consistente e succosa
  • Cavità placentare: piccola

Come si usa

Prosciutto e melone è l’abbinamento più apprezzato e comune in Italia, e può essere variato sostituendo il prosciutto con salumi tipici locali, ad esempio con salame mantovano, o con prosciutto cotto, o con Bresaola della Valtellina IGP.

Consorzio del Melone mantovano
Via Ludovico Ariosto, 30/A - 46028 Sermide (MN)
Cell: 335.6087178
www.melonemantovano.it
info@melonemantovano.it

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Pubblicato il 19/07/2016 — ultima modifica 25/07/2016
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