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Produzioni agroalimentari

Specie certificate non Ogm

Per mais, soia e colza è possibile ottenere produzioni non Ogm garantite e certificate in base a specifiche norme di qualità.

Cosa fa la Regione

In Emilia-Romagna dal 2004 è stata vietata la coltivazione di specie vegetali e l’allevamento di animali geneticamente modificati in tutto il territorio regionale (Legge regionale n. 25/2004).

La Regione intese preservare le risorse genetiche del territorio e tutelare efficacemente le produzioni agricole ed alimentari, che fanno della identità, originalità, naturalità un valore culturale, economico e commerciale non compromettibile.

Attualmente in tutta Italia vige il divieto di coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) in quanto nell’ottobre del 2015 il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell'Ambiente e il Ministro della Salute, ha notificato alla Commissione Europea le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli OGM al momento autorizzati o in corso di autorizzazione a livello europeo.

Tali richieste sono fatte in attuazione della Direttiva europea 2015/412 dell'11 marzo 2015, che consente agli Stati membri di vietare al proprio interno la coltivazione degli organismi geneticamente modificati.

Il divieto di coltivazione potrebbe favorire iniziative di valorizzazioni di produzioni regionali garantite e certificate Ogm free. Si consideri che al momento le principali colture regionali per le quali nel mondo esistono varietà Ogm sono: mais, soia e colza. Per tali specie è dunque possibile, seguendo specifici disciplinari volontari di prodotto, ottenere produzioni non Ogm garantite e certificate in base a specifiche norme di qualità. Tali norme sono: quella che assicura la rintracciabilità a tutta la filiera (ISO 22005:2008) e quella Accredia per la certificazione della caratteristica/requisito “non Ogm” (RT 11). La valorizzazione di una produzione non Ogm può avvenire solo nell’ambito di specifiche filiere che dalla produzione arrivino fino al prodotto finito.

La Regione inoltre cura il coordinamento, gestione e verifica dell’attività di monitoraggio e sorveglianza dei pericoli microbiologici e chimici negli alimenti che includono il controllo degli Ogm.

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Pubblicato il 14/06/2013 — ultima modifica 27/03/2017
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