AgriTurismo e AgriCultura

Enoturismo

Una nuova opportunità di conoscenza delle produzioni enologiche del nostro territorio

Cosa fa la Regione

La Regione Emilia-Romagna, riconoscendo l'importanza del turismo del vino, come fenomeno culturale ed economico capace di offrire diverse opportunità vantaggiose anche per la crescita delle realtà imprenditoriali della regione, persegue:

  • la valorizzazione delle aree ad alta vocazione vitivinicola e delle produzioni viticole del territorio regionale,
  • la qualificazione dell’accoglienza nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato,
  • la promozione dell’enoturismo quale forma di turismo dotata di specifica identità,

La definizione di attività enoturistica compare per la prima volta nella Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, negli articoli dal 502 al 505.

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Con il Decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo del 12 marzo 2019, sono stati fissati i requisiti e gli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica.

La regione Emilia-Romagna con la Delibera 2355 del 22 novembre 2019 ha adottato le linee guida per l'esercizio dell'attività enoturistica e con la Determina 1229 del 24 gennaio 2020 ne ha fissato i criteri attuativi.

Che cos'è l'enoturismo

Visitare le vigne e le cantine, conoscere gli strumenti di coltura e produzione, degustare ed acquistare il vino prodotto in azienda, partecipare ad attività dimostrative e didattiche legate alla produzione viti-vinicola, conoscere il vino nel luogo di produzione, questo è l'enoturismo.

Cosa offre l’enoturismoCantina Levizzano

  • Attività formative ed informative con oggetto le produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, in particolare DOP e IGP, quali ad esempio le visite guidate ai vigneti, alle cantine e nei luoghi di esposizioni degli strumenti necessari alla coltivazione ed alla produzione oltre che della storia e della pratica dell’attività enologica in genere, ivi compresa la vendemmia didattica.
  • Attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti da intendersi quali prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda stessa, anche manipolati o trasformati, pronti per il consumo, con esclusione della somministrazione di preparazioni enogastronomiche che configurerebbero un servizio di ristorazione.

Chi può svolgere l’attività

Possono esercitare l’attività enoturistica le imprese agricole di cui all’art. 2135 del C.C. che esercitano attività agricola di coltivazione della vite o che effettuano la trasformazione di prodotti vitivinicoli e la successiva commercializzazione delle proprie produzioni e le imprese agroindustriali che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli attraverso la prevalente acquisizione della materia prima da terzi.

Vigna LevizzanoSono escluse dalla possibilità di svolgere l'attività le imprese che effettuano la sola attività di commercializzazione all’ingrosso e al minuto.

Possono essere addetti all’attività il titolare, i familiari, i dipendenti e i collaboratori esterni, dotati di adeguata competenza e formazione.

Le predette attività possono essere svolte anche dagli operatori agrituristici e di fattoria didattica; in tal caso si applicano le modalità disciplinate dalla Legge regionale n. 4 del 31 marzo 2009.

Dove può essere svolta

Gli operatori utilizzano per le attività enoturistiche ambienti dedicati e adeguatamente attrezzati, conformi agli strumenti normativi vigenti.

I locali o gli ambienti dove avviene la degustazione e l’eventuale locale ove vengono preparati e conservati gli alimenti, devono avere i requisiti igienico sanitari prescritti in materia di igiene dei prodotti alimentari.

Cosa è necessario fare per svolgere l’attività enoturistica

Gli imprenditori devono essere iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e accesso unitario.jpgrisultare iscritti all’Anagrafe regionale delle aziende agricole.

Gli imprenditori devono inoltre avere adeguate competenze e formazione anche sulla conoscenza delle caratteristiche del territorio.

Per avviare l'attività è necessario presentare la Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al comune competente collegandosi al portale accesso unitario.

A chi rivolgersi

Servizio Programmazione e sviluppo locale integrato

Sofia Cei, tel. 051 5278976
Cinzia Zambelli, tel. 051 5278015

Azioni sul documento

pubblicato il 2013/02/07 11:45:00 GMT+2 ultima modifica 2020-07-28T09:21:16+02:00

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