La trasformazione digitale nell'agroalimentare: Art-Er studia le buone pratiche in altre regioni europee

La necessità di una trasformazione digitale dei sistemi agroalimentari in tutta Europa ha stimolato negli ultimi anni la nascita di iniziative per agevolare la transizione

La Regione Emilia-Romagna, attraverso Art-Er, partecipa a diverse azioni europee sul tema. Eccole.

SmartAgriHubs è un progetto da 20 milioni di euro che l’Unione Europea ha co-finanziato alla fine del 2018: mette in rete 140 Digital Innovation Hubs, 9 cluster regionali  e 28 esperimenti fortemente innovativi. Il progetto farà leva, rafforzerà e collegherà i Digital Innovation Hubs locali e 20.000 centri di competenza in tutta Europa, facendo emergere e mettendo a disposizione  le diverse competenze necessarie per contribuire alla trasformazione digitale del settore agricolo in Europa.

Highlander è un progetto del 2019 co-finanziato nell’ambito del programma CEF, e nasce per sostenere una gestione intelligente delle risorse naturali e del territorio riducendo al tempo stesso i rischi e cogliendo le opportunità poste dal cambiamento climatico. 

La Commissione europea inoltre, con l’obiettivo di ottimizzare e rendere più efficace l’utilizzo dei fondi della politica di coesione per progetti di investimento ambiziosi e di qualità, ha spinto le Regioni a individuare linee di intervento prioritarie (Strategia di specializzazione intelligente). In questo ambito Art-Er partecipa alla Piattaforma su Tracciabilità e Big Data, che nasce proprio con l’obiettivo di facilitare l’utilizzo delle tecnologie digitali nel settore agroalimentare. 

È all’interno di questa attività che si inserisce il progetto Regions4Food, del programma Interreg Europe, che offre alle regioni partecipanti la possibilità di conoscere e importare buone pratiche in tema di politiche per lo sviluppo nate in altri territori per promuovere, incoraggiare e agevolare in questo caso la trasformazione digitale nel settore agroalimentare.

Dal mese di maggio 2019, i partner di Regions4Food hanno dato il via alla fase di scambio delle buone pratiche, attraverso l’organizzazione di una serie di study visit, che hanno coinvolto stakeholder locali, rappresentanti delle amministrazioni regionali, del mondo produttivo e della ricerca.

In Emilia-Romagna le best practice individuate sono: 

  • i Forum S3, cioè lo strumento partecipativo attraverso cui la Regione si confronta con l’ecosistema dell’innovazione, valuta l’impatto della strategia di specializzazione intelligente e raccoglie  feedback ed analisi utili alla revisione della stessa;
  • i Clust-ER, comunità di soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, imprese, enti di formazione) che condividono idee, competenze, strumenti, risorse per sostenere la competitività dei sistemi produttivi più rilevanti dell’Emilia-Romagna;
  • l’azione 1.2.2 del POR FESR 2014-2020, che supporta progetti complessi di Ricerca Industriale, con focus su soluzioni tecnologiche in linea con lo sviluppo della strategia di specializzazione intelligente e che ha trovato applicazione in un bando lanciato nel 2016, che ha finanziato complessivamente 59 progetti, per un contributo complessivo di 48 milioni di euro, di cui 14 milioni destinati ai 16 progetti del settore agroalimentare;
  • Irrinet, il servizio irrigazione gratuito realizzato dal CER (Canale Emiliano Romagnolo), a disposizione di tutte le aziende agricole dell'Emilia-Romagna, che fornisce, grazie ad un sistema di monitoraggio multisorgente, consigli irrigui sul momento di intervento e sui volumi da impiegare per ottenere un raccolto di qualità risparmiando risorse idriche.

Viceversa, le delegazioni emiliano-romagnole hanno avuto modo di conoscere da vicino esperienze virtuose a livello europeo. In particolare:

Il Tecnocampus della Pays de la Loire, una struttura che ospita diverse realtà dedicate all’innovazione nel settore agroalimentare. Ricerca e formazione, startup e imprese animano un ecosistema che sfrutta la forza delle reti, delle connessioni e dell’ibridazione tra competenze diverse. 

In Andalusia, una terra a elevata intensità e vocazione agricola, dove la formazione di figure professionali a supporto dell’innovazione è una priorità è stato presentato un master di secondo livello  in Trasformazione Digitale del settore Agroalimentare attivato dall’Università di Cordoba per creare una figura ibrida tra Ingegnere Informatico e Agronomo

In South Ostrobothnia (Finlandia) la delegazione emiliano-romagnola si è confrontata con alcune interessanti metodologie per la tracciabilità e la valutazione del benessere animale, con coinvolgimento sia del settore lattiero caseario, si di quello delle carni suine. Il sistema di certificazione nazionale, grazie al registro online e a sistemi automatizzati che tengono traccia dello stato di salute dell’animale e dell’impiego dei farmaci, permette al consumatore e agli attori intermedi della filiera, di conoscere lo stato dell’animale e la sua “storia”, in un’ottica di trasparenza che crea fiducia e valore. 

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pubblicato il 2019/11/22 13:08:00 GMT+2 ultima modifica 2019-11-22T13:08:00+02:00

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