Previsioni vendemmiali in Emilia-Romagna, la vera incognita è la siccità

Saranno fondamentali piogge in fase di inizio invaiatura, fase in cui la pianta ha forte necessità idrica. È quanto emerge dal report annuale stilato da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv)

Dal report sull'andamento climatico-vegetativo della prossima vendemmia stilato da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) emerge come la situazione nei vigneti dell’Emilia-Romagna sia sostanzialmente buona, anche se oggi la vera incognita è rappresentata dalla siccità. <<Nelle colline non irrigate – si legge nel report - si iniziano ad intravedere danni fogliari da stress idrico. Saranno fondamentali piogge in fase di inizio invaiatura, fase in cui la pianta ha forte necessità idrica. Dal punto di vista fitosanitario le uve sono mediamente ottime>>.

<<Dopo un inverno con modeste precipitazioni e temperature abbastanza elevate per il periodo, la ripresa vegetativa per tutte le varietà è stata veloce dal 27 marzo, quando le massime sono salite sopra i 20 °C, fino ad arrivare al 31 marzo a 26°C – si legge sempre nel report che analizza l’andamento di tutta la stagione in Emilia-Romagna -. I danni delle gelate di aprile subito sono apparsi molto importanti soprattutto nei fondovalle: nelle prime settimane di aprile si sono registrate temperature rigide soprattutto di notte che, oltre ad avere provocato danni da freddo ad alcuni vitigni (Lambrusco Grasparossa nella zona pedecollinare modenese) hanno ritardato la vegetazione di circa 10 gg. Di fatto nel complesso il danno quantitativo si è attenuato grazie alla ripresa delle piante, con la crescita di numerosi germogli solo parzialmente necrotizzati dopo la gelata e anche per l’emissione di grappoli dai germogli secondari>>.

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pubblicato il 2021/08/04 11:06:30 GMT+2 ultima modifica 2021-08-04T11:06:30+02:00

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