Stop alle pratiche commerciali sleali tra imprese della filiera agroalimentare

Approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea in materia. Aumenta la tutela dei fornitori e degli operatori la trasparenza

Il decreto legislativo che recepisce nell'ordinamento italiano la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agroalimentare è stato approvato il 29 luglio scorso  in Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e di concerto con i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. 

Viene sanata così l’inadempienza dello Stato italiano che aveva fatto scattare la procedura di infrazione contro l'Italia (e altri 11 Paesi) per non aver recepito le norme dell'Ue in materia.  

Con il decreto approvato – si legge in una nota del ministero delle Politiche agricole - vengono infatti recepite nell'ordinamento italiano le norme finalizzate a disciplinare le relazioni commerciali e contrastare le pratiche commerciali sleali negli scambi tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari, in quanto contrarie ai principi di buona fede e correttezza, comprese quelle imposte unilateralmente da un contraente alla sua controparte.  
Obiettivo del provvedimento è quello di razionalizzare e rafforzare il quadro giuridico vigente, nella direzione della maggiore tutela dei fornitori e degli operatori della filiera agricola e alimentare e sostenere la trasparenza nei rapporti commerciali a cui venditori e acquirenti di prodotti agroalimentari dovranno attenersi prima, durante e dopo la relazione”. 
La direttiva europea introduce “il livello minimo di tutela comune a tutta l'Unione europea e comprende un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della formalizzazione dell'accordo di fornitura” prosegue la nota.  
Autorità nazionale di contrasto, deputata a vigilare l'applicazione delle disposizioni che disciplinano le relazioni commerciali, i divieti stabiliti dalla direttiva e le relative sanzioni, è stato nominato l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) che sarà anche chiamato a collaborare con le Autorità di contrasto degli Stati membri e con la Commissione europea in caso di indagini con transfrontaliere. 

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