Anche la provincia di Ferrara è nella zona rossa di conclamata aridità in Emilia-Romagna

Oltre la metà del territorio regionale è caratterizzata da forte criticità idrica. Se non arriveranno le piogge ci troveremo ad affrontare uno dei mesi di settembre più secchi di sempre

La provincia di Ferrara è stata inserita nella zona rossa di conclamata aridità in Emilia-Romagna (prologo all'emergenza desertificazione) in un anno, che rischia di essere il più siccitoso in tempi recenti, sfiorando ormai i livelli record delle annate idrologiche 1970-1971 e 2011-2012. Infatti nei territori a nord del fiume Reno, dal 1° ottobre scorso sono caduti solo poco più di 407 millimetri di pioggia; è tuttavia zona rossa idrica anche per i territori di pianura a sud del Reno dove, in quasi 12 mesi, i millimetri di pioggia sono stati circa 460 in un contesto che vede l'area centro-orientale dell'Emilia-Romagna (oltre metà della regione) caratterizzata da forte criticità idrica. È quanto si legge in un comunicato dell’Anbi che precisa: “a risentirne sono soprattutto i corsi d'acqua con i fiumi Taro, Trebbia (in secca) ed Enza, che permangono sotto i minimi storici, seppur i bacini piacentini di Mignano e Molato siano tornati sui livelli dello scorso anno".

<<Solo l'efficienza irrigua ha finora garantito i raccolti in una stagione siccitosa e che si sta ancora caratterizzando per temperature particolarmente alte - spiega Massimo Gargano, direttore generale di Anbi -. Proprio l'Emilia-Romagna vanta nella ricerca per l'irrigazione, un centro di eccellenza internazionale come Acqua campus del Consorzio canale emiliano romagnolo>>.

Anche l'Autorità di bacino del fiume Po fa sapere che le portate del grande fiume si mantengono costanti ma comunque sotto la media a Pontelagoscuro (-30% sulle medie), e vista la scarsità di precipitazioni, sottolinea che, “se il trend fosse confermato anche per il resto del mese, ci troveremmo ad affrontare uno dei mesi di settembre più secchi di sempre. In Emilia-Romagna considerando la pioggia complessiva dall'1 marzo al 2 settembre 2021 abbiamo i mesi più aridi dal 1961”.

Secondo il segretario generale dell'Autorità di bacino Meuccio Berselli <<in queste condizioni è chiaro che la nuova normativa che l'Ue ha deciso di introdurre a breve e che prevede misure ancor più stringenti riguardo ai deflussi ecologici va rivista prima che sia troppo tardi. Serve un calcolo "ad hoc" per ogni area geografica; Italia, Spagna o Grecia non possono essere comparate a Danimarca o Olanda, presentando condizioni climatiche e ambientali completamente differenti>>.

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