Gestione notifiche settore vitivinicolo

Come gestire le pratiche del settore vitivinicolo. La Regione mette a disposizione un software per gli uffici vitivinicoli dei servizi territoriali agricoltura, caccia e pesca e i Caa.

Cosa fa la Regione

Presentare pratiche del settore vitivinicoloLa Regione ha approvato le disposizioni per gestire il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli con delibera di giunta regionale n. 746 del 23 maggio 2016, in attuazione dei Regolamenti (UE) n. 1308/2013, n. 2015/560 e n. 2015/531, per cui l'impianto o il reimpianto di varietà di uve da vino è consentito solo dietro concessione di un'autorizzazione.

Per gestire il percorso delle autorizzazioni, la Regione mette a disposizione un software, rivolto agli uffici vitivinicoli dei servizi territoriali agricoltura caccia e pesca e agli operatori dei Caa/Liberi professionisti abilitati.

I procedimenti definiti dalla delibera di giunta regionale n.746/2016 sono i seguenti:

  • Risoluzione anomalie. Il procedimento è volto a risolvere le anomalie (incongruenza dato alfanumerico/dato grafico) delle unità vitate iscritte nello schedario viticolo. Solamente le unità vitate prive di anomalie possono essere impiegate nei procedimenti del settore relativi a variazione del potenziale produttivo viticolo aziendale, accesso a misure strutturali e di mercato e dichiarazione annuale di vendemmia e di produzione e di rivendicazione delle Denominazioni d’Origine Protetta (DOP) e Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Qualora il produttore, tramite la consultazione dello schedario viticolo, verifichi che ci sono unità vitate in anomalia, prima della presentazione delle domande relative ai procedimenti del settore, procede con la presentazione di istanza di “Risoluzione anomalie”. La risoluzione delle anomalie deve essere proposta per tutte le unità vitate che insistono su una particella.
  • Conversione in autorizzazione dei diritti di reimpianto. Il procedimento è volto ad ottenere la conversione del diritto di reimpianto in portafoglio in autorizzazione al reimpianto. I produttori che intendono impiantare superfici vitate utilizzando diritti di reimpianto concessi ai sensi dell’art. 85 decies del Regolamento (CE) n. 1234/2007, validi e non ancora utilizzati al 31 dicembre 2015, possono convertirli presentando richiesta di conversione in autorizzazione al reimpianto entro il 31 dicembre 2020. I diritti di reimpianto per i quali non è presentata la richiesta di conversione entro il 31 dicembre 2020 non sono più utilizzabili per l'impianto di vigneti. L'autorizzazione al reimpianto da conversione scade il 31 dicembre 2023. I diritti di reimpianto concessi ai sensi dell'art. 4 del Regolamento (CE) n. 1493/1999, non esercitati entro il 31 dicembre 2015, possono essere convertiti in autorizzazione, previa richiesta. Tale autorizzazione deve essere utilizzata entro il 31 luglio 2016. I diritti di reimpianto concessi dalla riserva regionale, non esercitati entro il 31 dicembre 2015, possono essere convertiti in autorizzazione, previa richiesta. Tale autorizzazione deve essere utilizzata entro il 31 luglio 2017. Le domande di conversione indicano il diritto di reimpianto per il quale viene richiesta la conversione stessa con riferimento ai diritti di reimpianto validi presenti nel registro dei diritti.
  • Aggiornamento del Registro delle superfici estirpate. Al fine di permettere il controllo delle superfici vitate e delle successive richieste di autorizzazione al reimpianto, è istituito il Registro delle superfici estirpate. Il procedimento è diviso in due fasi: una fase di comunicazione dell'intenzione ad estirpare e una seconda fase di comunicazione dell’avvenuta estirpazione con verifiche e relativo aggiornamento dello schedario e del Registro delle superfici estirpate. La registrazione dell’estirpo è requisito necessario per la richiesta e la concessione di autorizzazione al reimpianto.
  • Autorizzazione al reimpianto. Il procedimento di reimpianto è volto ad ottenere l’autorizzazione al reimpianto a seguito di precedente estirpazione effettuata in azienda e iscritta nel Registro delle superfici estirpate. Il produttore che ha estirpato una superficie vitata può presentare domanda di autorizzazione al reimpianto per reimpiantare una corrispondente superficie vitata nell'ambito della propria azienda.
  • Reimpianto/impianto. Il produttore che dispone, nel proprio Registro delle autorizzazioni, di una autorizzazione per nuovi impianti, di una autorizzazione da conversione di diritto di reimpianto o di una autorizzazione al reimpianto, può procedere a impiantare una corrispondente superficie vitata nell'ambito della propria azienda entro il termine di validità dell'autorizzazione.
  • Reimpianto anticipato. L'autorizzazione al reimpianto anticipato è rilasciata al produttore che si impegna ad estirpare in un'unica soluzione una equivalente superficie vitata aziendale regolarmente autorizzata entro la fine del quarto anno dalla data in cui sono state impiantate nuove viti. L'impegno è corredato dalla costituzione di una garanzia fideiussoria a favore della Regione per un importo pari a euro 5.500 per ettaro, con durata di nove anni. L'autorizzazione al reimpianto anticipato può essere richiesta solo dal produttore che non dispone di diritti in portafoglio ancora da convertire. Se il produttore non effettua l'estirpazione entro la fine del quarto anno dalla data in cui sono state impiantate nuove viti, o la effettua in maniera incompleta, la superficie impiantata è considerata impiantata senza autorizzazione. Il procedimento è diviso in tre fasi: una fase volta ad ottenere l’autorizzazione al reimpianto anticipato, una seconda fase di comunicazione dell’avvenuto impianto, e una terza fase di comunicazione dell’avvenuta estirpazione.
  • Comunicazione di riconversione varietale. Un impianto di vite esistente, e in regola con la normativa vigente, può essere riconvertito sostituendo, mediante sovrainnesto, la varietà impiantata con altra iscritta nell’elenco regionale delle varietà idonee alla coltivazione. La comunicazione è obbligatoria e il sovrainnesto non è soggetto ad autorizzazione. Il procedimento è diviso in due fasi: una fase di comunicazione dell'intenzione a sovrainnestare e una seconda fase di comunicazione dell’avvenuto sovrainnesto con verifiche e relativo aggiornamento dello schedario.
  • Comunicazione di variazione del sistema di allevamento. In un impianto di vite esistente e in regola con la normativa vigente può essere adeguato il sistema di allevamento per renderlo razionale. La comunicazione è obbligatoria e l’impianto non è soggetto ad autorizzazione.
  • Comunicazione di impianto di superfici vitate per consumo familiare. In deroga al divieto comunitario, in assenza di superficie vitata aziendale, possono essere realizzati nuovi impianti di viti destinati unicamente al consumo familiare. La superficie massima per viticoltore non può essere superiore a 0,1 ha. La comunicazione è obbligatoria e l’impianto non è soggetto ad autorizzazione.

Restano esclusi dal sistema delle autorizzazioni introdotto con il regolamento 1308/2013 e dall'applicazione informatica i procedimenti relativi all'impianto di vigneti sperimentali, vigneti di piante madri per marze e quelli realizzati nel caso di esproprio per motivi di pubblica utilità.

  • Nuovi impianti di viti sperimentali. I nuovi impianti di viti a scopo sperimentale hanno validità soltanto per il periodo previsto per la sperimentazione. Il richiedente ha l'obbligo di: a) non commercializzare i prodotti ottenuti dalle uve provenienti dalle superfici impiantate per tutto il periodo della sperimentazione. Nell’ambito della ricerca o sperimentazione è consentito produrre e detenere quantità di vino, nella misura necessaria per la valutazione delle prove previste dal progetto, che non possono in ogni caso essere commercializzate; b) estirpare le superfici impiantate a conclusione del periodo di sperimentazione facendosi carico delle spese relative. L’estirpo della superficie autorizzata per l’impianto sperimentale non dà luogo a un’autorizzazione al reimpianto.
  • Vigneti di piante madri per marze. Nuovi impianti di vigneti destinati alla produzione di marze possono essere realizzati nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente che disciplina la produzione e la commercializzazione del materiale di moltiplicazione vegetativa della vite. Sono escluse dall'impianto le aree nelle quali sono state riscontrate malattie dannose o letali per la vite, e le zone che si configurano esposte a tale rischio al momento della comunicazione o si presume lo siano a breve termine. Gli impianti realizzati con materiali o in ambienti non idonei dal punto di vista sanitario devono essere estirpati a spese del proprietario, secondo le prescrizioni del Servizio Fitosanitario regionale. Nel corso del periodo di produzione delle marze le uve prodotte non sono vendemmiate oppure, se raccolte devono essere distrutte.
  • Espropri. Il produttore privato di una determinata superficie vitata in conseguenza di misure di esproprio per motivi di pubblica utilità a norma del diritto nazionale ha diritto a impiantare una nuova superficie purché questa non superi, in coltura pura, il 105 % della superficie persa. Il produttore comunica l’estirpo e il successivo reimpianto allegando copia del provvedimento di esproprio, planimetria della superficie estirpata e di quella reimpiantata per l'aggiornamento dello schedario viticolo.

A chi rivolgersi

Massimo Barbieri, tel. 051 5274507

Agnese Marchi, tel. 051 5278114

agriviti@regione.emilia-romagna.it

Per assistenza operativa utilizzare i riferimenti presenti nella pagina di accesso al software sotto la voce "assistenza".

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pubblicato il 2016/06/21 12:15:00 GMT+2 ultima modifica 2019-10-02T15:04:02+02:00

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