Quattro giorni di incontri, laboratori e seminari condotti dalla Regione Emilia-Romagna

Tra gli argomenti trattati nello stand alla Fiera Sana, tenutasi recentemente a Bologna, i prodotti Dop e Igp nella ristorazione, l’orto a scuola, la lotta biologica contro cimice asiatica e cinipide, l'etichettatura dei prodotti dell'acquacoltura

Tanti cittadini, insegnanti, tecnici e operatori del settore hanno partecipato alle attività formative e informative organizzate nello stand istituzionale della Regione Emilia-Romagna all'interno della 34° edizione della Fiera Sana, tenutasi recentemente a Bologna. Quattro giorni di incontri e seminari su alcune tematiche di grande interesse come la protezione delle piante in ambiente urbano, la pesca e l’acquacoltura sostenibile, l’impiego dei prodotti Dop e Igp nella ristorazione regionale, l’orto naturale.

Molto partecipati anche i laboratori interattivi con i bambini della scuola primaria condotti da alcune fattorie didattiche con la collaborazione di Rinova Soc. Coop. che ha anche presentato il progetto regionale degli orti scolastici “Io coltivo. Dall’orto alla tavola”, finanziato dall’assessorato regionale Agricoltura, agroalimentare, caccia e pesca.

Nello stand sono stati presentati anche due progetti europei: Lifeel (vedi sotto) il primo progetto europeo di conservazione dell’Anguilla, oggi a rischio estinzione, e Life Ada che ha l’obiettivo di supportare gli agricoltori nell’adattamento ai cambiamenti climatici. I partner del progetto Life Ada, capitanati da UnipoSai che coordina altri sette partner pubblici e privati (Arpae Emilia-Romagna, Cia–Agricoltori Italiani, Crea Politiche e Bioeconomia, Festambiente, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Leithà e Regione Emilia-Romagna) hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto europeo che si concluderà a fine 2023.

Di seguito riportiamo alcuni spunti sulle principali tematiche affrontate che potranno essere approfonditi scaricando le presentazioni dei relatori a questo link.

Più valore ai prodotti Dop e Igp nella ristorazione regionale

L’indagine sull’impiego dei prodotti Dop e Igp nella ristorazione regionale, condotta da Nomisma, con il contributo di Regione Emilia-Romagna, è stata fatta utilizzando il format delle interviste presso le quattro categorie interessate: i produttori delle eccellenze Dop e Igp rappresentate dai Consorzi di tutela, i ristoratori, i cittadini, italiani ed emiliano-romagnoli, e infine i turisti/escursionisti.

Nomisma_DOPIGP-001.jpg (pdf1.17 MB)Dalle interviste sono emersi alcuni punti di forza ma anche i percorsi di sviluppo finalizzati a risolvere le maggiori criticità riscontrate.

Punti di forza:

  • Crescita del turismo “esperienziale”: l’Emilia-Romagna meta ideale per mix “territorio-food-cultura-sport–benessere”. Potenzialità dell’Emilia-Romagna come Food valley turistica, polo mondiale per un turismo enogastronomico (elevata concentrazione geografica di Dop e Igp che permette una facile accessibilità al turista);
  • Ampiezza della gamma dei prodotti Dop e Igp tale da permettere una valorizzazione completa dei menù.

Criticità:

  • Divergenza nella notorietà/reputation tra food e wine regionali presso il consumatore;
  • Alta concentrazione di turisti enogastronomici nella fascia dei Baby boomers e scarsa attrattività verso i Millennials.

Percorsi di sviluppo:

  • Incentivare la formazione su vini e prodotti alimentari Dop/Igp/Bio del territorio per operatori/titolari di bar e ristoranti, sia rispetto alle caratteristiche produttive ed organolettiche che sull’economia e gestione dei costi collegati nella preparazione dei piatti;
  • Favorire il ruolo dei ristoranti e bar come “touch point” sui territori per l’acquisto di prodotti Dop e Igp;
  • Accrescere il networking tra ristoranti e produttori Dop/Igp anche attraverso lo “story telling” e la comunicazione verso il consumatore/turista per favorire una “cultura del territorio”.

La protezione delle piante

desk Fito.jpgI tecnici del “Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni” della Regione Emilia-Romagna hanno approfondito il tema della protezione delle piante con numerosi incontri: dalle azioni per la sorveglianza fitosanitaria del territorio regionale, alle buone pratiche per favorire la presenza delle api in città, al “passaporto delle piante”, un’etichetta ufficiale utilizzata per la circolazione sul territorio dell’Unione europea (inclusa la movimentazione all’interno di ogni stato membro) delle piante e dei materiali vegetali previsti dai Regolamenti europei.

Sono stati trattati i temi della gestione della processionaria del pino nelle aree abitate e della coltivazione dell’orto biologico con metodi naturali. Infine sono state presentate le esperienze di lotta biologica contro cimice asiatica, cinipide del castagno e moscerino dei piccoli frutti con l’utilizzo degli “insetti utili che vengono da lontano”, antagonisti naturali dei tre organismi nocivi. 

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Pesca e acquacoltura sostenibili e bio, in Emilia-Romagna è possibile

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La mattina del 9 settembre, i visitatori dello stand regionale sono stati accompagnati in un viaggio alla scoperta delle realtà del biologico della filiera ittica regionale, nel quadro di un approccio regionale più sostenibile a pesca e acquacoltura, che vede la vallicoltura a Comacchio come un fiore all’occhiello.

I protagonisti della vallicoltura, ricercatori, tecnici, allevatori e pescatori, erano presenti per testimoniare del valore culturale, sociale, economico ed ambientale di pratiche locali che coinvolgono le comunità costiere e le istituzioni per garantire un prodotto sano, sicuro, saporito, frutto di tecniche di pesca e allevamento tradizionali rispettose dell’ambiente che si svolgono in un paesaggio unico.

Sono stati presentati i dati aggiornati sulle produzioni ittiche biologiche, per le quali l’Italia si colloca tra i principali produttori europei, e l’Emilia-Romagna può vantare un trend in forte crescita (78% di produzione biologica dal 2015). Si è parlato inoltre di altri possibili tipi di produzioni ittiche “a qualità regolamentata”, che seguono rigidi disciplinari di produzione, come ad esempio Dop, Igp, Stg e marchio QC della Regione Emilia-Romagna. Utile l’approfondimento sul tema delle etichettature del prodotto ittico; l’etichetta con il marchio del bio può infatti riguardare solo prodotti di allevamento da acquacoltura biologica.

Successivamente, i protagonisti della pesca di valle a Comacchio hanno presentato la vallicoltura nelle sue sfaccettature, a partire dall’organizzazione e programmazione delle attività di allevamento e pesca, che si svolgono di concerto tra i tecnici del Parco del Delta del Po e gli operatori locali, i “capovalle”, secondo le antiche pratiche dei “lavorieri”, sino a presentare i prodotti ittici faro di questa tradizione di pesca sostenibile, come l’anguilla, protagonista della Sagra dell’anguilla a Comacchio ad ottobre, che viene lavorata ancora a mano da una cooperativa sociale nei locali dell’antica fabbrica di trasformazione, affumicatura e marinatura della Manifattura dei Marinati.

I ricercatori delle Università di Bologna e di Ferrara hanno infine presentato l’importante progetto Lifeel, cofinanziato per un totale di oltre 5 milioni di euro dal fondo Ue Life Ambiente; il progetto punta sulla collaborazione tra enti di ricerca e istituzioni, tra cui la Regione Emilia-Romagna, per ripristinare la popolazione di Anguilla europea, specie a rischio di estinzione, ed attuare misure per favorire la risalita di questi pesci sino ai luoghi dove si riproducono. L’Anguilla europea viaggia dal Mar dei Sargassi sino ai grandi delta dei fiumi europei e costituisce un importante elemento per la biodiversità nelle grandi zone umide europee come il nostro Delta del Po, dove è anche alla base dell’economia locale come prodotto ittico di grande qualità.


Fattorie didattiche – Dal campo alla tavola

Io coltivo foto Mari ridotta.jpgAttraverso il progetto Io coltivo. Dall’orto alla tavola, la Regione Emilia-Romagna propone alle scuole di cimentarsi in un’attività teorico/pratica per far comprendere i temi base dell’alimentazione, dalla produzione al consumo, alla sostenibilità ambientale, alla prevenzione dello spreco, che si inserisce nei programmi di educazione alla salute e di educazione civica.

L’orto a scuola diventa un grande laboratorio all’aperto che non richiede grandi spazi, costose tecnologie o ingenti risorse finanziarie e che nasce e si sviluppa giorno dopo giorno grazie al lavoro degli alunni e dei docenti e al supporto degli operatori di fattoria didattica.

Il progetto propone due tipi di Laboratori pratici di orto naturale affiancati da una fattoria didattica: “semina e messa a dimora delle piante” da realizzarsi a ottobre-novembre 2022 e “cura dell’orto” da realizzarsi a febbraio–aprile 2023.

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L’orto naturale ha l’obiettivo di produrre cibo di qualità distribuito il più possibile in tutto l’arco dell’anno che deve soddisfare tutti i 5 sensi (funzione estetica e benessere psicofisico). Portare questa sperimentazione nelle scuole serve a creare nei ragazzi una consapevolezza alimentare ed ecologica e a migliorare il nostro rapporto col cibo e con la natura.

Importantissimo è il rapporto con l’agricoltore di fattoria didattica che diventa il tutor degli studenti nella creazione dell’orto. È colui che spiega agli allievi i “segreti” della concimazione, di come usare una zappa per vangare il terreno, dell’alternanza delle colture, e di come far sì che dal seme si riesca ad arrivare alla pianta e poi all’ortaggio.

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Sabato 10 settembre lo stand ha ospitato lo spettacolo rock ‘n roll "ERiSalutami tuo fratello" nel quale Marco Ligabue e Andrea Barbi, famosi artisti del reggiano, hanno raccontato in musica le eccellenze Dop e Igp dell'Emilia-Romagna. Clicca qui per vedere il finale della performance dei due artisti

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