Introduzione
Le festività di fine anno sono propizie per i momenti gioiosi e di socialità con le persone a noi care, spesso vissuti a tavola dove non possono mancare piatti tradizionali e sapori, per i quali dobbiamo trovare il giusto abbinamento con il vino.

Tra i vini che maggiormente partecipano ai nostri festeggiamenti, ci sono sicuramente le bollicine di qualità, ideali per un aperitivo, a inizio cena con gli antipasti o per i brindisi canonici.
Ma quali vini abbinare ai dolci delle nostre feste? Proviamo a concentriamoci sui dolci della tradizione emiliano-romagnola, che possiamo accompagnare con vini dolci e passiti ed eventualmente spirits regionali.
Da Ferrara a Piacenza
Nel ferrarese, il famoso Pampapato di Ferrara Igp rappresenta al meglio la tradizione dolciaria , con una copertura di cioccolato fondente e all’interno frutta secca e canditi. Il profumo e il sapore sono dominati dal cioccolato, al quale si sovrappongono note di spezie, noce moscata e mandorla tostata. È uno dei pochi dolci senza grassi: niente latte, burro, olio o strutto.
L’abbinamento perfetto è con un Vin Santo di Vigoleno dei Colli Piacentini Doc: un una produzione di circa 1500 litri all'anno, provenienti da sole 6 cantine, le uniche a essere autorizzate alla sua vinificazione e tutte situate nell'area del borgo di Vigoleno, in provincia di Piacenza. Santa Maria, Melara e Ortrugo e Bervedino sono i principali vitigni da cui si produce questo passito dal colore giallo ambrato, aromatico all’olfatto, dal gusto corposo, vellutato e armonico godibile anche come accompagnamento di biscotti e pasticcini.
In Emilia
Nel nord-ovest della regione, di questi tempi, ad allietare il palato dei più esigenti c’è la Spongata di Corniglio, comune appenninico nell'alta Val Parma: è un dolce tradizionale natalizio -nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali- diffuso anche nel reggiano, nel modenese e nel piacentino con diverse varianti. Il nome della specialità deriva probabilmente dal latino spongia (spugna), a causa del suo aspetto bucherellato e irregolare: è una torta bassa, tonda, con un ripieno ricco di frutta secca, canditi, miele e spezie, racchiuso in una pasta frolla sottile e cosparsa di zucchero a velo.
La Spongata può essere piacevolmente accompagnata alla Malvasia dei Colli piacentini e dei Colli di Parma: la versione spumante dolce è un eccellente abbinamento anche per i classici pandori, mentre quella passita sicuramente è più indicata per i pandori farciti e i panettoni.
A Bologna
Per un Natale bolognese della tradizione non può mancare il Certosino (o Panspeziale), il dolce natalizio tipico di Bologna di consistenza compatta e dal sapore intenso e aromatico. Alla base di farina, burro, miele e cioccolato fondente vengono aggiunti frutta secca e canditi in quantità, poi ancora miele e spezie.
Può essere abbinato ad un Romagna Albana Passito Docg dei Colli imolesi, un bianco dorato e aromatico considerato il re dei vini dolci dell’Emilia-Romagna, prodotto con uve appassite per concentrare zuccheri e sapori che ha note di frutta disidratata, miele e spezie ed è ideale anche per i formaggi stagionati.
In Romagna
In Romagna la convivialità è un elemento centrale nella vita delle persone ma qual è il vino migliore per accompagnare i dolci natalizi romagnoli?
Partiamo dalla Cagnina di Romagna Doc dolce, perfetta per accompagnare la pasticceria secca e ideale con preparazioni a base di castagna. La Cagnina è simbolo della tradizione vitivinicola romagnola e nasce dalle vigne delle colline di Faenza, un territorio che conferisce al prodotto qualità e tipicità autentiche. Il vitigno utilizzato è il Terrano, una varietà autoctona che dona al vino un carattere unico e una personalità inconfondibile: è un vino morbido e piacevole, facilmente bevibile, ma al tempo stesso elegante e versatile.
Un dolce che la Cagnina può accompagnare perfettamente è il Miacetto, tipico della vigilia natalizia di Cattolica e preparato con ingredienti semplici come uvetta, mandorle, miele e scorze di agrumi, senza l'uso di lievito. Si distingue per la sua ricetta tramandata nel tempo ed è anch'esso riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale.
Ultimo aggiornamento: 22-12-2025, 17:08
