Dop, Igp e produzioni di qualità

Cappello del prete, cappel da pret

Piacenza

Cappello del prete

Territorio di produzione

Intero territorio della provincia di Piacenza

Descrizione sintetica del prodotto

Insaccato a base di carne suina con aggiunta di sale ed aromi.

Un po' di storia

Fra le specialità piacentine primeggiano non solo salumi crudi da degustarsi a fine stagionatura, ma anche salumi cotti. Si dice che l’aneddotica storica del Cardinale Giulio Alberoni, grande diplomatico piacentino e primo ministro presso la corte di Filippo V Re di Spagna, ricorda che la consorte di Filippo V, Elisabetta Farnese, oltre ai salumi piacentini crudi, prediligeva anche quelli da servirsi in tavola cotti - tra cui rientra il cappello del prete.

Come si fa

E' costituito da una parte esterna a base di cotica di suino e poi riempito di impasto di carni suine. Il gambotto deriva dallo stinco anteriore del suino nazionale adulto, disossato a cui sono aggiunti, sale, aromi e conservanti.

Il muscolo intero dello stinco anteriore disossato viene rovesciato per essere sgrassato e posto sotto sale per alcuni giorni. Dopo il periodo di salagione, il capel dal prét viene rovesciato con la cotenna di nuovo all’esterno e poi cucito alle due estremità prima di essere sottoposto ad asciugatura che dura per 2 o 3 giorni circa, a una temperatura tale da far perdere al prodotto l’acqua libera. La salagione è effettuata a mano, utilizzando sale ed aromi. Successivamente il prodotto è posto in cella sale per alcuni giorni.

Curiosità

Tracce dell’uso di questo insaccato sono presenti anche nei “Calmieri della carne porcina” del ‘700, nei quali si parla di “salsicciotti con cotiche”.

Referenze bibliografiche

Carmen Artocchini, "Il folklore piacentino”, 1971, pag. 39. 

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pubblicato il 2014/07/22 13:45:00 GMT+2 ultima modifica 2020-11-19T13:26:52+02:00

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