Produzioni agroalimentari

Marrone di Castel del Rio Igp

Il marrone è il frutto ottenuto dai castagneti della specie Castanea sativa Mill, rappresentata dai tre biotipi: marrone domestico, nostrano e di San Michele

Marrone di Castel del Rio IgpLa pezzatura del Marrone di Castel del Rio Igp deve essere medio-grossa (circa 90 frutti per chilogrammo). La forma è prevalentemente elissoidale; l’apice è poco pronunciato con presenza di tomento, terminante con residui stillari (torcia) di tomentosità tipica della specie; una faccia laterale è tendenzialmente piatta, l’altra marcatamente convessa; la cicatrice ilare (occhio) è di forma sensibilmente quadrangolare di dimensioni tali da non debordare sulla facce laterali, generalmente piatta. Il pericarpo è sottile, di colore bruno rossiccio con striature in senso meridiano, rilevate e più scure, in numero variabile da 25 a 30. Esso è facilmente staccabile dall’episperma il quale si presenta di colore camoscio ed è raramente rientrante nelle solcature principali del seme. La polpa è bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. Per quanto riguarda i castagneti, è vietata ogni forma di forzatura, ogni somministrazione di fertilizzanti di sintesi e il ricorso a fitofarmaci nella fase produttiva. 

Consorzio Castanicoltori di Castel del Rio
c/o Comunità Montana Valle del Santerno
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Tel. +39 0542 92638
Fax + 39 0542 92491
www.marronedicasteldelrio.it
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Check Fruit
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Tel. +39 051 6494836
Fax +39 051 6494813
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Zona geografica di produzione

Comprende i comuni di Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese, Borgo Tossignano.

Storia

Il castagno non è una pianta autoctona delle nostre zone, è stato importato e la sua attuale presenza nelle nostre montagne è dovuta principalmente all’azione dell’uomo. Sulle sue origini esistono ancora incertezze. La diffusione in Europa ebbe inizio nell’antichità e proseguì ininterrottamente per tutto il Medioevo per opera degli ordini monastici. Lo scopo di questa estensione era la sua duplice funzione: come risorsa alimentare ricca in amidi e per il legname molto pregiato. La leggenda vuole che la diffusione sulle montagne bolognesi sia stata opera di Matilde di Canossa.

Una ricetta: le classiche caldarroste

Ingredienti: Marroni di Castel del Rio Igp

Preparazione

Fare un’incisione con un coltello appuntito nella parte convessa del marrone. Metterli nella padella bucata e farli cuocere sulle braci facendo attenzione che il calore non sia eccessivo. A cottura ultimata toglierli dal fuoco e avvolgerli in un canovaccio, premendo leggermente in modo da far staccare la buccia. Un metodo di cottura casalingo consiste nel cuocere i marroni nel forno, dopo averli incisi, a 140-150 °C per 30-40 minuti.

Vino in abbinamento: Cagnina di Romagna Doc.

Curiosità

A Castel del Rio, la città del castagno, ha sede il Museo dedicato a questo piccolo e prezioso frutto che, dal Medioevo fino ad oggi, ha caratterizzato la vita e la cultura delle comunità montane della zona.

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Pubblicato il 20/12/2013 — ultima modifica 07/01/2014
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