Avversità e difesa delle piante

Scheda avversità: fruttiferi

Come riconoscere il colpo di fuoco (Erwinia amylovora) sulle piante da frutto

Diffusione

piante peroE' la più grave malattia delle Rosacee Pomoidee. Le piante ospiti di E. amylovora comprendono almeno 150 specie in 37 generi. Le specie colpite di maggiore interesse frutticolo appartengono ai generi Pyrus (pero), Malus (melo), Cydonia (cotogno) e Mespilus (nespolo). Sono inoltre numerose le Rosacee ornamentali e spontanee suscettibili al colpo di fuoco.
Originario degli Stati Uniti, dove è ampiamente diffuso, in Europa il colpo di fuoco è stato segnalato per la prima volta nel 1957 nel Regno Unito e dal nord dell'Europa, si è poi diffuso verso sud-est fino ai paesi del bacino mediterraneo. Attualmente è presente in tutti i paesi europei, fatta eccezione per il Portogallo e la Finlandia.
In Italia il colpo di fuoco è stato segnalato per la prima volta in Puglia nel 1990, e in seguito in Sicilia (1991), Emilia-Romagna (1994), Campania (1996), Lombardia e Veneto (1997).

Sintomi

germoglio peroI danni che E. amylovora causa sulla produzione sono molto seri. In parecchi casi questa batteriosi è diventata il fattore limitante per la coltivazione del pero, causando una forte riduzione della superficie coltivata; E. amylovora è generalmente meno distruttiva su melo e cotogno.
I sintomi possono comparire su tutte le parti aeree della pianta e durante tutto il ciclo vegetativo. Alla ripresa vegetativa si possono osservare avvizzimento e annerimento dei fiori, e più tardi, dopo l'allegagione, imbrunimento e disseccamento dei giovani frutti da cui l'infezione si può estendere poi al ramo; le foglie colpite dalla malattia avvizziscono, ripiegandosi a doccia verso l'alto ed imbruniscono.
fiori peroFiori, giovani frutti e foglie avvizziti ed anneriti rimangono tenacemente attaccati al ramo, spesso anche sino alla fine della stagione vegetativa. I germogli colpiti dalla malattia avvizziscono, assumendo una colorazione bruno-nerastra e possono ripiegarsi tipicamente ad uncino.
La progressione dell'infezione sui rami, sulle branche e sul tronco causa la formazione di cancri più o meno espansi: aree corticali a contorno irregolare, di colore scuro, talvolta di aspetto vescicoloso, talora delimitate o percorse da fessurazioni. L'asportazione di uno strato sottile di corteccia, in prossimità della linea di confine tra il tessuto alterato e quello apparentemente sano, mette in evidenza una colorazione rosso-mattone sottocorticale. Quando il cancro interessa l'intera circonferenza di un ramo è causa del disseccamento del ramo stesso; se interessa il tronco o il colletto può causare la morte della pianta.
E' possibile osservare sulle parti infette della pianta gocciole di essudato batterico, un liquido lattiginoso di colore inizialmente biancastro, poi ambrato, che contiene milioni di cellule vive di E. amylovora. L'essudato batterico può fuoriuscire dai tessuti infetti anche sotto forma di filamenti di consistenza semisolida, che, come le gocciole, possono diffondere i batteri nell'ambiente.
Recentemente sono stati descritti deperimenti di piante di melo imputabili ad E. amylovora, associati ad alterazioni necrotiche che dal portinnesto si estendono al colletto della pianta.

Epidemiologia

essudato-su-fruttoLe principali fonti di infezione di E. amylovora sono il materiale di propagazione asintomatico, ma contaminato dal patogeno, e il materiale vegetale infetto. In un'area con storia di malattia, le sorgenti di inoculo sono i cancri, sedi di moltiplicazione dei batteri che alla ripresa vegetativa evadono sotto forma di essudato. Altre fonti di infezione sono i frutti infetti o le parti infette di rami e branche rimasti nel terreno.
E. amylovora può sopravvivere anche a lungo, senza causare malattia, sia sulle superfici degli organi della pianta che entro le sue strutture vascolari; da queste sedi di sopravvivenza il patogeno può dare origine ai sintomi tipici della batteriosi. Le gemme e le cicatrici di caduta delle foglie, contaminatesi durante un ciclo vegetativo, possono costituire le sedi di infezione primaria alla ripresa vegetativa.
La disseminazione di E. amylovora a breve e a grande distanza è affidata principalmente al vento, alle piogge, agli insetti e agli uccelli. L'uomo può contribuire alla diffusione del patogeno attraverso le operazioni colturali (potatura in particolare) e attraverso il commercio di materiale di propagazione infetto.
Il periodo della fioritura (sia principale che secondaria) è ritenuto il più critico per quanto riguarda sia la recettività della pianta all'infezione che la diffusione dell'inoculo. Gli insetti pronubi, tra cui le api che visitano i fiori, possono contribuire alla disseminazione dei batteri; le fioriture secondarie aumentano i rischi di malattia allungando il periodo di recettività della pianta al patogeno.
Le condizioni climatiche predisponenti la moltiplicazione dei batteri e la comparsa dei sintomi della malattia sono umidità relativa superiore al 60% e temperature di 15-32 °C, associate a nebbia, rugiada, piogge e grandinate.
Su questi fattori climatici predisponenti lo sviluppo della malattia si basano i modelli previsionali per il colpo di fuoco batterico elaborati in USA e in Europa.

Prevenzione e difesa

fiori-foglie-meloLa lotta al colpo di fuoco è basata sulla prevenzione. Fondamentale è l'uso di materiale di propagazione sano, prodotto in aree esenti da E. amylovora o dove la batteriosi sia sotto stretto controllo.
La sorveglianza del territorio è fondamentale per individuare precocemente i focolai della malattia ed eliminare con la massima tempestività le fonti di infezione. In ogni regione italiana il Servizio fitosanitario è impegnato nel controllo della batteriosi attraverso ispezioni sistematiche dei vivai al fine del rilascio del passaporto delle piante e nei punti della rete di monitoraggio regionale istituita nel 1991 per il controllo globale del territorio, come previsto dal D.M. 10 settembre 1999, n. 356 "Regolamento recante misure per la lotta obbligatoria contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora) nel territorio della Repubblica ". Questo decreto affida al Servizio fitosanitario il compito di realizzare iniziative a carattere informativo e monitoraggi nelle aree ritenute a maggiore rischio di colpo di fuoco batterico, oltre a individuare precisi criteri di intervento nella zona in cui sia stato accertato un focolaio della batteriosi.

nespoloLa realizzazione di visite frequenti nel frutteto e nel vivaio, cominciando dal periodo della fioritura fino alla caduta delle foglie, è indispensabile per l'individuazione di sintomi sospetti della batteriosi, a cui devono seguire l'immediata asportazione e distruzione con il fuoco di germogli, frutti, rami, branche e intere piante colpiti. I tagli devono essere fatti a una distanza di almeno 50 cm al di sotto dell'alterazione visibile; i frutti infetti possono essere interrati e ricoperti di calce. Nei casi gravi devono essere abbattute anche le piante sane vicine a quelle colpite dalla batteriosi; nei vivai risultati colpiti può essere prescritta l'estirpazione anche di tutte le piante sane dell'appezzamento appartenenti alla stessa specie colpita. Al termine di queste operazioni è necessario disinfettare (con ipoclorito di sodio o sali di ammonio quaternario) gli attrezzi usati e sterilizzare o bruciare gli effetti personali (guanti o altro) che siano venuti a contatto con le parti infette; è inoltre opportuno effettuare sulle piante un trattamento con prodotti a base di rame.
L'uso di prodotti rameici può contribuire al contenimento della malattia. Si consiglia di effettuare durante la stagione vegetativa, alla dose di 50-100 g/hl di rame metallico, trattamenti entro 24 ore da eventi atmosferici predisponenti la manifestazione della malattia quali piogge, temporali e grandinate, e alla dose di 150-250 g/hl di rame metallico un trattamento dopo la raccolta dei frutti, 2-3 trattamenti nel periodo della caduta delle foglie e un trattamento nella fase di ingrossamento delle gemme.
La lotta chimica tuttavia non è sufficiente ad ottenere un buon controllo del colpo di fuoco batterico. L'adozione di idonee tecniche di coltivazione può contribuire a limitare i rischi di malattia. Si consiglia pertanto di non eccedere con le concimazioni azotate, di non eseguire potatura verde, di eliminare le fioriture secondarie, di evitare l'irrigazione sovrachioma, di effettuare la potatura durante il riposo vegetativo (fatta seguire da un trattamento con sali di rame) e di bruciare il legno di potatura. Si sconsiglia l'uso di regolatori di crescita perché possono indurre le fioriture secondarie. Anche la lotta contro gli insetti può ridurre il rischio di malattia e può essere attuata tenendone basse le popolazioni sia attraverso lo sfalcio dei frutteti inerbiti sia mediante adeguati trattamenti.
In prospettiva un migliore controllo della batteriosi sarà possibile con l'impiego di varietà tolleranti o poco suscettibili al colpo di fuoco batterico; sono già allo studio varietà di pero che potrebbero rivelarsi idonee alla coltivazione nelle aree italiane tipicamente vocate a questa coltura e valide per il mercato italiano.

Raccomandazioni

E' importante sottolineare che alcuni sintomi ritenuti caratteristici del colpo di fuoco batterico sono simili a quelli causati da Pseudomonas syringae pv. syringae, batterio fitopatogeno comune nei pereti e responsabile in genere di danni contenuti.
Anche alterazioni di altra natura patogena o parassitaria possono, a un esame visivo, essere ritenuti sintomi sospetti di colpo di fuoco batterico; soltanto l'analisi batteriologica di un campione del materiale vegetale sospetto può accertarne l'eziologia batterica.
L'obbligatoria e tempestiva segnalazione di ogni caso sospetto di colpo di fuoco batterico consente l'individuazione precoce dei focolai di infezione e la realizzazione di interventi tempestivi, fondamentali per limitare la diffusione di E. amylovora.

Per approfondire

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pubblicato il 2020/02/06 13:40:00 GMT+2 ultima modifica 2020-02-11T12:54:30+02:00

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