Avversità e difesa delle piante

Sorveglianza fitosanitaria

Riguarda gli organismi nocivi delle piante per i quali vengono effettuati i controlli in Emilia-Romagna e le misure di intervento che la Regione pone in atto per impedirne la diffusione.

Cosa fa la Regione

Con l’intensificazione degli scambi commerciali e la libera circolazione delle merci sono notevolmente aumentati i rischi legati alla  diffusione di organismi dannosi alle piante. Proprio per limitare questi rischi, la circolazione dei vegetali e dei prodotti vegetali è  soggetta a misure di profilassi internazionale fissate dalla Convenzione internazionale per la protezione delle piante e a specifiche direttive e Regolamenti dell’Unione Europea.

Di recente tutto il quadro normativo è stato innovato con l'entrata in vigore, il 14 dicembre 2019, del Regolamento (UE) 2016/2031  sul nuovo regime fitosanitario europeo. La disciplina europea ha introdotto nuovi obblighi e responsabilità per gli operatori professionali, da chi importa a chi moltiplica e commercializza vegetali e modifica le procedure di sorveglianza del territorio.

La Regione è tenuta ad applicare nel proprio territorio le disposizioni internazionali e comunitarie in materia fitosanitaria. Il decreto legislativo 19/08/2005, n. 214, che ha sostituito precedenti norme nazionali (L. 18 giugno 1931, n. 987, D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 536, D.M. 31 gennaio 1996), affida ai Servizi Fitosanitari delle Regioni i controlli per gli organismi nocivi soggetti a regolamentazione e il rilascio delle autorizzazioni necessarie per produrre, commercializzare ed esportare piante o parti di esse.

La sorveglianza fitosanitaria in Emilia-Romagna riguarda:

E’ compito della Regione prescrivere tutte le misure ufficiali ritenute necessarie per eradicare o limitare la diffusione di questi organismi con l’obiettivo di salvaguardare le produzioni agricole e prevenire possibili danni ambientali. Anche gli imballaggi utilizzati per il trasporto delle merci possono costituire un veicolo di diffusione di organismi pericolosi e pertanto sono soggetti a controlli e particolari restrizioni.

Tra le misure di profilassi fitosanitaria è compresa la distruzione di vegetali e prodotti vegetali ritenuti contaminati o sospetti tali, il divieto di messa a dimora di piante di specie ospiti e l’istituzione di “zone fitosanitarie tutelate” per la produzione di materiale vivaistico con minimi rischi di natura fitosanitaria.

La Regione può concedere contributi alle aziende agricole che attuano prescrizioni di lotta obbligatoria a compensazione delle perdite subite a causa di gravi fitopatie.

L’attività di sorveglianza del territorio e i controlli documentali, d’identità e fitosanitari sulle merci vegetali provenienti da paesi terzi sono affidati agli Ispettori fitosanitari (ex Delegati speciali per le malattie delle piante). Nell'espletamento dei loro compiti, gli ispettori sono funzionari di polizia giudiziaria (D. Lgs. 19/08/2005, n. 214, art. 35) e hanno l'incarico di vigilare sull'attuazione delle normative vigenti, constatare violazioni amministrative ed applicare le sanzioni che ne conseguono. Sono iscritti al Registro nazionale degli Ispettori fitosanitari e sottoscrivono atti e certificati fitosanitari ufficiali a valenza internazionale.

A chi rivolgersi

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pubblicato il 2013/04/16 11:10:00 GMT+1 ultima modifica 2021-02-16T13:13:16+01:00

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