I Borghi di servizio nella provincia di Ferrara
Il caso di Sant'Apollinare in Dossetti. Cronaca della sua nascita e del successivo stato di decadenza

Nella documentazione Ersa (Ente regionale di sviluppo agricolo), conservata nell'archivio della Regione Emilia-Romagna, precisamente nella sezione "Inventario Lucidi della Sezione Impianti e Catasto", sono presenti per la provincia di Ferrara i progetti di ben cinque Borghi rurali di servizio: Santa Giustina nel comune Mesola; Volania nel comune Comacchio; Sant'Apollinare in Dossetti, nel comune di Copparo; Corte Cascina nel comune di Migliarino (ora Fiscaglia) e Ca' Nova nel comune di Jolanda di Savoia. Questo Borgo non è però stato realizzato. Il Borgo rurale di Sant'Apollinare in Dossetti, che si trova nel comune di Copparo sulla via Seminiato, fu inaugurato il 27 settembre del 1959. All'evento erano presenti, nella grande piazza davanti alla chiesa, l'Onorevole Mariano Rumor e diverse autorità locali.

Il Borgo, progettato dall’ingegnere Pierluigi Giordani, doveva essere al servizio di circa 1000 persone, i nuovi piccoli proprietari con le loro famiglie, per un totale di 140 unità poderali in più o meno 1300 ettari di terreno. Gli edifici che inizialmente costituiscono la borgata sono: la chiesa con canonica, l'asilo con abitazione, il circolo di ritrovo sempre con abitazione e l’ambulatorio.


Davanti alla chiesa è presente una bella e ampia piazza con ciottoli chiaro scuri, che formano disegni quadrati. La chiesa è di forma trapezoidale con tre navate, in cui sono collocate stazioni della Via Crucis realizzate da Carlo Zauli, famoso ceramista di Faenza del secolo scorso.

Nell'asilo ci sono 2 aule di circa 40 mq, l'ufficio di direzione, il refettorio, la cucina con dispensa, i servizi e l'alloggio per il custode/insegnante.

Il circolo di ritrovo è a pianta quadrata con un ampio portico esterno. Ci sono: il bar, una sala da gioco, una sala da ritrovo e i servizi. C'è anche un l'ambulatorio con sala visite e sala di attesa. Esso costituisce per molto tempo un importante punto di ritrovo, informazione e svago per i nuovi assegnatari e per le loro famiglie.
Per costruire il borgo vengono spesi circa 60 milioni di lire, nell’importo sono compresi anche gli arredi essenziali della chiesa e la piantumazione di alberi ma soprattutto ci sono acqua potabile e luce, per noi ora scontate ma per allora un vero lusso. Successivamente nel borgo saranno costruiti una scuola elementare, un campo da calcio con spogliatoi, il grande teatro Smeraldo, oltre 200 posti, e infine alcuni negozi: alimentari, ferramenta e merceria con abbigliamento. Nel teatro Smeraldo venivano organizzate anche serate di ballo e gli anziani raccontano che ad una di queste suonò l’orchestra di Raul Casadei.
Poco distante dal borgo e vicino alla scuola elementare saranno aperti da privati anche una cartoleria, un forno e una macelleria. La cartoleria era gestita da Nella Bonazza, che era anche la bidella della scuola elementare. In questa scuola molto spesso le classi erano accorpate e le maestre dovevano gestire e modulare i programmi per le pluriclassi. Il riscaldamento era con stufe a legna e la bidella in tutte le fredde e nebbiose mattine di autunno, inverno e primavera andava ad accendere le stufe nelle aule, in ogni classe poi erano i bambini e le maestre a tenere vivo il fuoco.
In diversi documenti e dai ricordi e racconti di alcuni anziani riporto alcune curiosità e informazioni sul Paese.
I parroci che hanno abitato nella canonica dal 1959 al 1975 sono stati tre: Don Liviano (Bonati Liviano 1952 -1964), Don Tullo (Toschi Tullo 1964 - 1968) e Don Rodolfo (Danieli Rodolfo 1968-1975).
Dal 1975 le funzioni religiose sono svolte da parroci dei paesi vicini, fino al 14 marzo 2026, in cui è stata celebrata l'ultima messa nella chiesa di Sant'Apollinare in Dossetti.

La prima messa era del giorno 27 settembre 1959 alle ore 10 e dello stesso giorno è anche il primo battesimo di Emanuela Zerbini. Il primo matrimonio di Vades Casotti e Antonio Vitali è il 14 novembre 1959. La prima Comunione è del 29 giugno 1960 con 20 bambine e 18 bambini. Il 1° maggio del 1960 viene aperto l'asilo, che è frequentato da ben 70 bambini, la maestra è Facchi Lina, per tutti la signorina Lina.
La prima fiera del Borgo sarà nei giorni di sabato 23 luglio, festa del Patrono Sant'Apollinare e domenica 24 luglio del 1960.

Nel volantino originale della festa si riportano nella prima giornata due Sante Messe: alle ore 8 e alle ore 10 con presenza della Corale locale.
Nel pomeriggio alle ore 16.30 si svolge la prima partita “vecchi contro giovani”, diventerà un classico per molto tempo, e alle ore 18 il programma prevede una corsa ciclistica. La corsa di 15 chilometri è riservata a giovani atleti dai 16 ai 21 anni del borgo ma anche dei paesi vicini purché non iscritti a società e si possono utilizzare solo biciclette da turismo. Il premio della corsa è di diecimila Lire da suddividere tra i primi cinque classificati. Il programma della prima giornata si conclude alle ore 21 con una fiaccolata e processione con l'immagine del Santo Patrono e poi con un concerto della Banda di Jolanda di Savoia e Corale locale.
Nella seconda giornata sono in programma sempre due Messe alle ore 8 e alle ore 10, questa con i canti della Corale. Nel pomeriggio alle ore 16.30 c'è un'altra funzione religiosa e alle ore 17 iniziano i giochi popolari: cuccagna, pignataccia, corsa con i sacchi, corsa con le rane, tiro alla fune e torneo di bocce, che termina nella serata alle ore 22. Al torneo di bocce possono partecipare concorrenti di ogni paese anche iscritti a società bocciofile, i premi finali sono bottiglie di liquori ed una coppa artistica.
Alle 23 è in programma una ricca tombola: primo premio un maiale da 50 chilogrammi, per la cinquina una pecora e per la quaterna un tacchino. Alle ore 24 poi chiusura della festa con spettacolo pirotecnico. Nelle due giornate il circolo/bar del paese assicurava oltre al classico ristoro, anche specialità gastronomiche locali ed erano anche presenti giostre per piccoli e grandi. Le fiere, che sono state poi organizzate ancora per diversi anni, erano molto partecipate e costituivano un importante momento di ritrovo per la comunità degli assegnatari e delle loro famiglie.

Il 21 luglio 2019 per festeggiare i 60 anni del Borgo è stato organizzato da un gruppo di volontari un ultimo e molto partecipato incontro, in cui erano presenti alcuni politici locali e il Vescovo di Ferrara, ma soprattutto c'erano tanti “Pulinaresi”, come venivano chiamati gli abitanti del Borgo, venuti anche da lontano per festeggiare insieme il paese di nascita e origine.

Purtroppo, il 2019 è stato anche l'anno di chiusura del circolo di ritrovo, che continuava a funzionare come ristorante - pizzeria. L'asilo da tempo era stato trasformato in abitazioni, la scuola elementare, i negozi, il teatro chiusi e, a differenza di altri Borghi, per questo non ci sono stati progetti di recupero o riqualificazione: è prevalso l'abbandono quasi totale.
I terreni intorno sono ancora coltivati ma le unità poderali sono state accorpate in aziende di dimensioni maggiori più competitive e rispondenti ai modelli agricoli attuali. Anche molte delle case degli assegnatari sono chiuse ed abbandonate. Qui purtroppo più che da altre parti è evidente come la veloce trasformazione economica e culturale successiva alla Riforma abbia travolto quella che era per i primi anni '50 del secolo scorso una grande idea di sviluppo di un territorio molto povero e marginale.
di Luciana Finessi
Fonti: La Voce del Delta Padano
Le immagini a corredo dell'articolo sono tratte dalla rivista "La Voce del Delta Padano" e dall'Archivio fotografico dell'Ente Delta Padano.
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