Carni bovine e suine
Classificazione e commercializzazione

Il settore delle carni bovine e suine nell’Unione Europea è regolamentato dal Regolamento (Ue) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che ha istituito l’organizzazione comune dei mercati agricoli. Tra le disposizioni di questo Regolamento c’è l’obbligo per i macellatori della classificazione delle carcasse dei bovini adulti e dei suini. La valutazione avviene solitamente entro un'ora dalla macellazione e si basa sulla griglia SEUROP, che analizza due parametri fondamentali: la conformazione muscolare e lo stato di ingrassamento. I macelli bovini e suini devono quindi dotarsi di esperti classificatori, appositamente abilitati dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Gli scopi della classificazione delle carcasse sono molteplici:
- permette di rilevare i prezzi di mercato in modo omogeneo su tutto il territorio comunitario facilitando il confronto tra i diversi Stati;
- garantisce il monitoraggio di una remunerazione equa per gli allevatori basata sulla reale qualità della carcassa conferita al mattatoio;
- fornisce dati statistici essenziali per l'applicazione delle misure di intervento previste dalla Politica Agricola Comune (PAC);
- consente ai commercianti e ai trasformatori di acquistare partite di carne con caratteristiche qualitative confrontabili.
In particolare, gli interventi mirati a sostenere i prezzi di mercato della carne bovina e suina, nel caso in cui questi scendano al di sotto di soglie minime predeterminate e periodicamente definite dal prezzo di riferimento, consistono nel ritiro dal mercato di una prestabilita quantità di prodotto, con due modalità:
- ammasso pubblico ovvero l’acquisto da parte della Ue ad un prezzo agevolato, di un quantitativo prestabilito di prodotto, destinato al congelamento nei depositi unionali;
- ammasso privato ovvero la concessione di un premio, destinato agli operatori che si impegnano a conservare presso i propri magazzini, per un certo periodo, una quota di prodotto previo congelamento. Il premio corrisposto è calcolato in base alla quantità di carne congelata e al tempo di stoccaggio. In caso di attivazione dell’ammasso privato in Emilia-Romagna, l'organismo responsabile delle procedure di presentazione e gestione delle domande di sostegno e dei controlli è Agrea -Emilia-Romagna, Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura.
Ai sensi del Decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali del 24 ottobre 2018 concernente la classificazione delle carcasse bovine e suine, la classificazione è obbligatoria per tutte le strutture di macellazione; tuttavia, gli stabilimenti che abbattono meno di 75 bovini adulti a settimana, in media annuale, fino a 3.900 capi adulti nell'anno solare precedente, e meno di 200 suini a settimana in media annuale, fino a 10.400 capi nell'anno solare precedente, possono richiedere al Ministero competente l'esenzione dall'obbligo della classificazione.
La classificazione della carne proveniente da bovini di età inferiore ai 12 mesi è regolamentata dalla normativa comunitaria e nazionale vigente, al fine di perseguire l'obiettivo di una maggiore trasparenza nelle transazioni commerciali e fornire al consumatore una informazione obbligatoria sulla denominazione di vendita della carne di vitello nonché dell'età dell'animale macellato. Le informazioni che, tra l’altro, devono essere apposte in etichetta sono:
- età alla macellazione fino a 8 mesi e vitello o carne di vitello, per le carni ottenute da bovini macellati dalla nascita sino all'ottavo mese;
- età alla macellazione da 8 a 12 mesi e vitellone o carne di vitellone, per le carni ottenute da bovini macellati tra gli otto e dodici mesi.
La Regione Emilia-Romagna effettua periodici controlli ispettivi presso le strutture di macellazione attive ed operanti nel territorio regionale per la verifica della rilevazione dei prezzi di mercato e per la valutazione della classificazione svolta dai macelli in obbligo di classificazione delle carcasse bovine e per la verifica della vigenza dei requisiti per la deroga dei macelli bovini esentati dall'obbligo di classificazione.
Piano per regolazione dell'offerta del Prosciutto di Parma Dop, triennio 2024-2026

L’articolo 172, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1308/2013 disciplina la possibilità di regolamentare l’offerta di prosciutto a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta, al fine di adeguarne l’offerta alla domanda.
L’azione di regolamentazione avviene tramite l’adozione di un Piano di regolazione dell’offerta.
La procedura, normata a livello nazionale dal D.M. 4 gennaio 2016, n. 35, prevede, prima dell’approvazione del Piano, la consultazione dei suinicoltori della zona geografica interessata dal Piano di regolazione dell’offerta.
Il Piano di regolazione dell’offerta del Prosciutto di Parma, inerente il triennio 2024-2026 (PDF - 303,4 KB), è stato predisposto dal Consorzio del Prosciutto di Parma Dop, quale Soggetto legittimato, che provvederà alla consultazione degli allevatori, anche tramite le loro forme organizzate.
Al fine di dare la massima diffusione dell’informazione, la Regione Emilia-Romagna, in applicazione della Circolare ministeriale n. 3514 del 26/06/2017, provvede alla pubblicazione del richiamato Piano.
