Obiettivi

Una mano regge una giovane pianta di pomodoro con pane di terra e radici visibili (Fonte Tiia Pakk da Pexels)

Ridurre l’impronta carbonica del ciclo produttivo del pomodoro da industria in Emilia‑Romagna non è solo fondamentale nel percorso verso la neutralità climatica, ma può rappresentare una leva di competitività dell’intera filiera. In quest’ottica, intervenire sulla fase agricola è strategico perché una quota rilevante delle emissioni si concentra, oltre che nel confezionamento, proprio nelle fasi a monte della trasformazione. Lo stesso comparto agricolo della filiera del pomodoro si trova oggi ad affrontare le sfide legate ad una maggiore variabilità climatica che rendono meno prevedibili rese e qualità. Allo stesso tempo, suoli spesso in calo di sostanza organica, caratterizzati da minore ritenzione idrica e perdite di nutrienti, spingono a più irrigazione e fertilizzanti, con maggiori consumi ed emissioni in campo. In questo quadro, valorizzare i residui aziendali producendo biochar e distillato di legno può aiutare a migliorare il suolo, trattenere acqua e carbonio e ridurre in modo misurabile l’impronta dal vivaio al campo.

Il progetto C‑Neutropom ha l’ambizione di rafforzare e rendere più sostenibile la posizione degli agricoltori impegnati nella produzione di pomodoro da industria, promuovendo un modello di bioeconomia circolare che valorizzi i residui agro‑forestali e li trasformi in forme stabili di carbonio restituite al suolo. La decarbonizzazione è centrata sulla coltivazione e punta ad aumentare la sostanza organica, migliorare la ritenzione idrica e ridurre l’inefficienza degli input. Inoltre, l’impostazione progettuale, estesa dalla fase vivaistica al pieno campo, mira a collegare prestazioni agronomiche e ambientali in un quadro coerente e misurabile, rendendo più riconoscibile il valore di produzioni a ridotta impronta climatica. Infatti, la traiettoria di riduzione delle emissioni verrà resa trasparente attraverso un sistema di misurazione riconosciuto e coerente con gli standard di mercato, così che i risultati siano comunicabili e verificabili.

Nello specifico, il progetto si prefigge di:
• quantificare l’impronta carbonica iniziale della coltivazione e definirne la traiettoria di riduzione fino alla neutralità di prodotto;
• validare, dal vivaio al pieno campo, miscele di substrato e tecniche colturali basate su biochar per aumentare la sostanza organica, l’efficienza idrica e la stabilità produttiva;
• ridurre gli input di torba, acqua e fertilizzanti tramite gestione agronomica mirata e supportata da dati, mantenendo rese e qualità;
• sviluppare un quadro tecnico‑metodologico replicabile per integrare le evidenze ambientali nelle decisioni di produzione e nella valorizzazione del prodotto lungo il percorso produttivo.

Stato del progetto: in corso

Foto: giovane pianta di pomodoro (Fonte Tiia Pakk da Pexels)

Soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto:

  • Società Agricola Salvi Vivai: Beneficiario
  • Università degli Studi di Parma: Responsabile scientifico
  • Artemis Srl: Partner tecnico
  • BiokW Srl: Partner tecnico

Sito web del progetto ND

Scheda di sintesi (PDF - 94,5 KB)