Obiettivi

Campo di mais con pannocchie in fioritura e foglie verdi in primo piano (Fonte Arda Öztürk da Pexels)

Nei suoli della Pianura Padana si riscontra una riduzione della sostanza organica legata a un uso intensivo delle superfici agricole, con effetti sulla fertilità e sulla qualità ambientale. Per reintegrare carbonio e nutrienti, le aziende ricorrono all’impiego agronomico di matrici organiche come fanghi, compost e letami, ma le modalità correnti di distribuzione possono disperdere parte del materiale in aria e ritardarne l’interramento. Questo può generare emissioni odorigene e ammoniaca, con ricadute sulla qualità dell’aria e sull’accettabilità sociale nelle aree abitate vicine ai campi. In questo scenario la filiera del mais di qualità è assunta come caso pilota per applicare e validare soluzioni che rendano l’uso delle matrici organiche più efficace e meno impattante, preservando qualità della granella e sostenibilità complessiva della filiera.

Il progetto Green Mais si sviluppa a partire dalla messa a punto e validazione di un prototipo di attrezzatura che unisce l’azione di campo alla misurazione delle prestazioni. Il prototipo è progettato per distribuire in modo uniforme e interrare matrici organiche e per restituire dati oggettivi su uniformità, capacità di interramento, usura ed emissioni odorigene e ammoniacali. A questo nucleo tecnologico il progetto intende affiancare l’utilizzo di formulazioni a base di biostimolanti pensate per sostenere resa e qualità della granella di mais con un impatto più leggero sugli input chimici. Inoltre, si intende mettere a punto un’alternativa non chimica per la fase di conservazione della granella basata sull’ozono, con finalità di ridurre i principi attivi tradizionali utilizzati per il contenimento degli insetti e delle aflatossine.

Nel dettaglio, gli obiettivi specifici del progetto sono:
• realizzare e mettere a punto un prototipo in grado di distribuire in modo uniforme e interrare contestualmente matrici organiche solide, anche in una configurazione applicabile a carri distributori esistenti o di nuova costruzione;
• applicare formulazioni a base di biostimolanti microbici e amminoacidici nelle fasi di semina ed emergenza per sostenere resa e qualità della granella e favorire una riduzione degli input chimici e della pressione di patogeni fungini;
• mettere a punto l’impiego dell’ozono nella conservazione post‑raccolta come alternativa ai trattamenti chimici tradizionali per il controllo di infestazioni e micotossine, con riferimento anche alle aflatossine;
• valutare l’efficacia complessiva delle soluzioni e le ricadute ambientali, economiche e sociali lungo la filiera, anche tramite LCA, per definire criteri condivisi e un logo di filiera con prospettiva di trasferibilità oltre il caso pilota.

Stato del progetto: in corso

Foto: campo di mais in fioritura (Fonte Arda Öztürk da Pexels)

Soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto:

  • Azienda Agricola Bortolotto Marco: Beneficiario
  • CAA Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli”: Responsabile scientifico
  • CREA IT - Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari: Partner tecnico
  • CRPA Scpa - Centro Ricerche Produzioni Animali: Partner tecnico
  • Franzosi FVR: Partner tecnico
  • Greit Analytical Laboratories: Partner tecnico
  • MET Ozone experts: Partner tecnico
  • Società Agricola Terre Bolognesi Srl: Partner tecnico

Sito web del progetto

Scheda di sintesi (PDF - 322,0 KB)