Obiettivi

Vista dall’alto di un campo di pomodoro durante la raccolta meccanizzata, con la macchina raccoglitrice che lavora sulle file e riversa i frutti in un grande rimorchio trainato da un trattore (Fonte OI Pomodoro Nord Italia)

L’Emilia-Romagna, leader in Italia per superficie coltivata di pomodoro da industria, rappresenta uno dei pilastri dell’ortofrutta trasformata nazionale. Tuttavia, l’intera filiera è oggi esposta a un rischio crescente: la contaminazione da micotossine prodotte da funghi del genere Alternaria. Questo fenomeno può insorgere in campo e persistere lungo la trasformazione, influenzato da fattori varietali, climatici e gestionali, con impatti sulla qualità e salubrità dei prodotti. Inoltre, una nuova normativa europea ha fissato livelli indicativi per la presenza di tali sostanze nei prodotti trasformati, inclusi quelli a base di pomodoro, spingendo le aziende agricole e di trasformazione ad adottare strategie mirate per ridurre il rischio. L’assenza di protocolli consolidati e di conoscenze operative espone la produzione regionale a potenziali perdite economiche e di reputazione, con conseguenze sulla sicurezza alimentare e sulla competitività internazionale.

Il progetto Innopom si propone di affrontare questa sfida con un approccio innovativo e scientificamente solido, capace di integrare sostenibilità e tutela della qualità. L’iniziativa si sviluppa lungo l’intera filiera, dal campo al prodotto finito, sperimentando soluzioni agronomiche e tecnologiche che riducano la presenza di alternarioli senza compromettere le caratteristiche distintive del pomodoro da industria. Le attività includono prove in campo su diverse varietà e tecniche colturali, l’impiego di strumenti avanzati come droni per il monitoraggio e l’analisi delle condizioni meteo, fino alla valutazione delle fasi di trasformazione industriale. L’obiettivo è tradurre i risultati sperimentali in indicazioni pratiche e linee guida applicabili, offrendo alle aziende strumenti concreti per garantire sicurezza alimentare e competitività, nel rispetto delle nuove indicazioni europee.

Più nel dettaglio, il progetto intende raggiungere i seguenti obiettivi:
• valutare l’influenza di varietà, epoca di trapianto, tecniche di irrigazione, gestione del suolo e condizioni meteo sulla presenza di Alternaria spp. e alternarioli;
• sperimentare approcci innovativi, inclusi trattamenti biologici, agricoltura di precisione e l’uso di droni per il monitoraggio;
• analizzare l’effetto delle fasi di trasformazione come lavaggio, selezione e trattamenti termici sulla contaminazione micotossigenica e individuare i punti critici lungo la filiera;
• validare le soluzioni attraverso prove sperimentali e definire linee guida tecniche applicabili in regime convenzionale e biologico.

Stato del progetto: in corso

Foto: raccolta meccanizzata del pomodoro da industria (Fonte OI Pomodoro Nord Italia)

Partenariato

  • ASIPO - Associazione Interprovinciale Produttori Ortofrutticoli (Capofila)
  • Azienda Agricola Arata Pier Luigi
  • Azienda Agricola Bosco
  • Azienda Agricola Bosco Gregorio
  • Azienda Agricola Mantovani Mattia
  • Azienda Agricola Milani Rodolfo
  • Azienda Agricola Morlacchini Stefano
  • Azienda Agricola Scrocchi Nicola
  • Centro di Formazione Vittorio Tadini
  • Citimap
  • Greci Industria Alimentare
  • Rodolfi Mansueto Spa
  • Società Agricola Bertozzi
  • Società Agricola Gallinella
  • Società Agricola Martini
  • Società Agricola Menozzi
  • Terre della Val Trebbia
  • Università Cattolica del Sacro Cuore

Sito web del progetto

Sceda di sintesi (PDF - 734,2 KB)

Scheda progetto Innovarurale

EU CAP Network - scheda progetto banca dati PEI-AGRI