Fauna e caccia

Strategia per il contrasto della peste suina africana, incontro in Regione

L'assessore Mammi ha indicato ai rappresentanti delle Province, competenti per l'attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica, i tempi per i prossimi interventi

La strategia per contrastare la diffusione della peste suina africana sul territorio dell’Emilia-Romagna e le attività volte al controllo della presenza di cinghiali sono stati discussi nel corso di un incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura e caccia Alessio Mammi ed i rappresentanti delle Province emiliano-romagnole competenti per l'attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica.

L'assessore ha sottolineato che al momento sono stati segnalati all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Emilia-Romagna e della Lombardia due casi di cinghiali morti a causa della peste suina africana, entrambi localizzati nel comune di Ottone (Piacenza). 

“Vanno aumentati gli sforzi- ha spiegato l’assessore-, per scongiurare la diffusione del virus che potrebbe comportare innumerevoli costi per il comparto suinicolo. La Regione ha destinato, attraverso il Programma di sviluppo rurale e altri bandi, risorse per oltre 7 milioni di euro per il sostegno di interventi nel settore suinicolo. Ed è in preparazione un nuovo bando sempre con risorse dello Sviluppo rurale che permetterà di innalzare i livelli di biosicurezza degli allevamenti con altri 5 milioni di euro”.

“Ma serve soprattutto una maggiore incisività nel contenimento della presenza di cinghiali- ha continuato Mammi-, per questo scopo abbiamo destinato nel corso del 2023 e 2024 risorse del bilancio regionale alle Province, che attraverso gli organi di Polizia sono i diretti responsabili del coordinamento e dell’attuazione delle attività di riduzione della specie nei contesti più problematici”.

L’assessore ha quindi indicato i tempi per i prossimi interventi, sulla base di una mappa delle maggiori criticità rilevate, sulla quale è aperta una consultazione per proposte di attuazione della strategia regionale alla scala locale. Si parla in particolare dell'utilizzo di bioselettori e coadiutori, trappole, gabbie e chiusini, nonchè di riparametrare i tetti di capi abbattuti previsti dal piano di controllo vigente. La Regione si è impegnata a sostenere con ulteriori risorse e strumenti le iniziative selezionate tra quelle che saranno proposte dalle Province.

Per quanto riguarda invece i due milioni di euro che la Giunta Regionale aveva deciso di mettere a disposizione a dicembre 2022 del Commissario Straordinario per la lotta alla Psa, in seguito ad una recente riprogrammazione delle risorse da parte dello stesso organismo la Regione ha stabilito di utilizzarle per rafforzare l'obiettivo di ridurre la presenza di cinghiali sul territorio, come peraltro previsto originariamente anche dall'ordinanza commissariale.  

La strategia regionale per il contrasto della peste suina africana

La situazione sanitaria viene monitorata costantemente attraverso l’analisi dei possibili scenari di  evoluzione della malattia. Sulla base di queste informazioni vengono studiate le misure più adeguate e disposte le deroghe necessarie per intervenire su situazioni specifiche.

Queste misure, attivate attraverso un sistema di allarme efficiente, sono volte a limitare il più possibile gli effetti che la diffusione del virus può avere sulla filiera suinicola regionale. Osservati speciali sono infatti gli allevamenti, per i quali occorre investire aumentando gli interventi per la biosicurezza, le misure di protezione fisiche e la formazione degli allevatori.  

Inoltre, in tutte le province dell’Emilia-Romagna sono operativi il Piano di controllo del cinghiale ed il Priu, piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della Pesta suina africana, attivo dal 2022. La Regione mette a disposizione delle Province, soggetti attuatori dei piani di controllo della fauna selvatica, risorse per 1,1 milioni di euro, così ripartite: 600mila euro per il 2023 e 500mila euro per l’anno successivo.


I Gruppi operativi territoriali di Parma e Piacenza, i territori più a rischio di diffusione della Psa, che operano sotto il coordinamento del Commissario straordinario e sono composti da personale tecnico degli enti locali, sono stati convocati per condividere obiettivi e azioni della strategia da mettere in atto.

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ultima modifica 2023-11-29T15:06:53+01:00
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