Fauna, caccia, tartufi

Fauna selvatica e aspetti sanitari

L’uomo e gli animali, sia domestici che selvatici, interagiscono tra loro e condividono gli stessi ambienti, pertanto è necessario prestare attenzione ai rischi legati alla possibile trasmissione di malattie comuni.

La Regione Emilia-Romagna si occupa del monitoraggio sanitario della fauna selvatica, degli aspetti igienico-sanitari legati al consumo alimentare della selvaggina, e si impegna nella lotta contro il fenomeno dei bocconi avvelenati.

Recependo il Piano nazionale di sorveglianza e prevenzione sulla Peste Suina Africana, approvato dal Ministero della Salute e dalla Commissione europea in considerazione dell’aumento della probabilità di introduzione dell’infezione di peste suina in Italia, per contiguità, dalle regioni dell’Est Europa attualmente infette, la Regione ha approvato apposite “Linee guida ” che contengono, tra l’altro, anche indicazioni per il “Controllo numerico del cinghiale ed altre misure igieniche di prevenzione della malattia in ambito venatorio”

Per determinare lo stato di salute delle popolazioni selvatiche presenti nel proprio territorio e verificare la presenza delle malattie più pericolose e maggiormente trasmissibili è stato attivato un “Piano di monitoraggio sanitario” che vede coinvolti tutti i soggetti che a diverso titolo si occupano di gestione faunistica (Regione, Aree Protette, Ambiti Territoriali di Caccia ed Istituti privati) unitamente ai Servizi veterinari delle Aziende USL, l’Istituto Zooporofilattico e l’ISPRA.

A tutela della salute pubblica inoltre la Regione ha dato puntuali indicazioni sul corretto “consumo alimentare” delle carni degli animali selvatici abbattuti nel corso dell’attività venatoria o nei piani di limitazione, nel rispetto delle norme specifiche in materia di igiene degli alimenti.

Infine nel 2009 sono state approvate le “Linee guida per la lotta agli avvelenamenti” che individuano un percorso operativo per combattere un fenomeno antico e ancora molto diffuso che vede l’uso indiscriminato di esche o bocconi avvelenati per causare la morte di animali selvatici, pratica che rappresenta un serio pericolo oltre che per gli animali stessi anche per l’uomo e per l’ambiente.

A chi rivolgersi

Servizio attività faunistico-venatorie e pesca

Maria Luisa Zanni tel. 051 5274850

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pubblicato il 2019/08/13 14:10:00 GMT+2 ultima modifica 2020-08-05T15:02:46+02:00

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