Introduzione
Nell’anno in corso si sta osservando un aumento delle galle su castagno riconducibile alle infestazioni da vespa cinese, o cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus). Il fenomeno appare diffuso sull’intero territorio castanicolo nazionale.
L’insetto è stato segnalato per la prima volta in Emilia-Romagna nel 2008 e, a partire dal 2009, è stato oggetto di un programma di lotta biologica basato sull’introduzione del parassitoide esotico Torymus sinensis, che ha consentito, nel giro di pochi anni, di ridurre la presenza della vespa a livelli molto bassi.
Per favorire una maggiore presenza del parassitoide e quindi contenere la formazione di galle, è fondamentale adottare corrette pratiche di gestione del castagneto. Si raccomanda, in particolare, di evitare l’asportazione e l’abbruciamento dei residui vegetali che da agosto, ospitano esclusivamente l’organismo utile.
La ricomparsa delle galle nei castagneti non rappresenta un fenomeno nuovo: segnalazioni analoghe si erano già verificate nel 2019, per poi rientrare a livelli contenuti negli anni successivi. Va infatti considerato che la lotta biologica non ha eliminato la presenza della vespa cinese, ma ha instaurato un equilibrio dinamico tra le due specie. In questo contesto, fluttuazioni della popolazione del fitofago sono da considerarsi normali.
Alla diminuzione delle infestazioni, dovuta all’azione dell’organismo utile, segue infatti una riduzione della popolazione del parassitoide; ciò può determinare una nuova crescita del fitofago e, successivamente, un incremento del suo antagonista, secondo un ciclo che tende a ripetersi nel tempo.
Il Settore Fitosanitario e Difesa delle Produzioni, insieme ai Consorzi Fitosanitari Provinciali di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, sta attualmente effettuando monitoraggi e campionamenti in diversi castagneti con presenza di galle, al fine di valutare il grado di parassitizzazione e verificare l’andamento della lotta biologica.
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Ultimo aggiornamento: 23-06-2026, 07:02
