Vespa cinese del castagno
Dryocosmus kuriphilus
Nel 2026 si è registrato un incremento delle galle di vespa cinese nel territorio regionale. Sono in corso monitoraggi e indagini per verificare le cause del fenomeno.
Per favorire una maggiore presenza del parassitoide Torymus sinensis, e quindi contenere la formazione di galle, evitare l’asportazione e l’abbruciamento dei residui vegetali che da agosto ospitano esclusivamente l’organismo utile.
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Scheda tecnica
Il cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu), noto anche come vespa cinese del castagno, è un insetto imenottero originario della Cina che vive e si sviluppa esclusivamente a carico delle specie del genere Castanea. In Emilia-Romagna è stato segnalato per la prima volta nel 2008 e si è successivamente diffuso in gran parte dell'areale castanicolo regionale.
L'insetto depone le uova all'interno delle gemme dei castagni, causando la formazione di caratteristiche galle su germogli, foglie e infiorescenze. Le infestazioni, pur non essendo letali per le piante, possono determinare una riduzione dell'accrescimento vegetativo e della produzione di foglie e frutti, con un conseguente indebolimento delle piante che le rende maggiormente suscettibili ad altre avversità. Questo fenomeno risulta particolarmente rilevante nei castagneti da frutto e nei giovani impianti, dove un'elevata presenza di galle ripetuta negli anni può causare significative perdite produttive.
A partire dal 2009 la Regione Emilia-Romagna, attraverso il Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni, ha promosso un programma di lotta biologica basato sui lanci del parassitoide specifico Torymus sinensis, insetto utile in grado di limitare naturalmente le popolazioni del cinipide. L'attività è stata realizzata in collaborazione con Università, Enti locali e soggetti gestori del territorio.
Grazie all'insediamento e alla diffusione di Torymus sinensis, il cinipide è oggi generalmente mantenuto sotto controllo biologico nella maggior parte dei castagneti regionali. Sebbene sia ancora presente sul territorio, i livelli di infestazione risultano notevolmente ridotti rispetto alla fase iniziale dell'invasione, pur con oscillazioni che possono verificarsi negli anni.
Per tale motivo, il monitoraggio prosegue annualmente al fine di valutare lo stato delle popolazioni del cinipide e del suo antagonista naturale e di verificare il mantenimento dell'equilibrio biologico raggiunto.
Nell' Archivio notizie è riportato lo storico del programma di lotta biologica iniziato nel 2009.
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A chi rivolgersi
Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni
Massimo Bariselli
Dario Ferrari
