Tuber melanosporum Vittad.
Tuber melanosporum detto tartufo nero pregiato.
Le dimensioni del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum) sono variabili: si va da esemplari piccoli, grandi come una nocciola, fino a pezzature consistenti, delle dimensioni di una grossa arancia, con peso compreso fra 200 e 300 grammi.
La forma è in genere rotondeggiante e più regolare rispetto a quella del tartufo bianco; tuttavia, negli esemplari di dimensioni maggiori, può presentare lobi più o meno pronunciati e irregolari.
Il peridio è di colore nero e può talvolta mostrare zonature rosso cupo o rugginose. La superficie è ricoperta da verruche piramidali di media grandezza: più piccole rispetto a quelle dello scorzone (Tuber aestivum) e del tartufo nero d’inverno (Tuber brumale), ma solitamente più grandi di quelle del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum).
La gleba è chiara negli esemplari giovani, mentre a maturità assume tonalità bruno-violacee o nero-rossicce. Le venature, sottili e biancastre, presentano contorni ben definiti e, a contatto con l’aria tendono lentamente a virare al bruno vinoso.
L’odore è intenso e gradevole, così come il sapore, considerato tra i migliori nel mondo dei tartufi.
Cresce in pianura e collina, soprattutto in associazione con querce, noccioli e tigli. Una caratteristica peculiare è la formazione, attorno alla pianta simbionte, di un’area quasi priva di vegetazione, detta cava, pianello o bruciata. Questo fenomeno sembra essere causato da sostanze fitotossiche prodotte dal tartufo, che inibiscono la crescita delle piante erbacee.
L’epoca di maturazione va da novembre a marzo.
In Emilia-Romagna il tartufo nero pregiato era un tempo piuttosto raro, ma negli ultimi anni la sua presenza è in aumento, grazie all’innalzamento delle temperature invernali. È invece molto comune nell’Italia centrale (in particolare in Umbria e nelle Marche) e nel Nord Italia, nelle aree circostanti i grandi laghi. Fuori dai confini nazionali è diffuso e coltivato in Spagna e Francia, dove è conosciuto come “Truffe du Périgord”, ed è considerato il tartufo di maggiore qualità. Oggi la sua coltivazione si è estesa anche a Paesi extraeuropei come Australia, Cile, Nuova Zelanda e Sudafrica.
Dal punto di vista morfologico, Tuber melanosporum può essere facilmente confuso con il tartufo cinese Tuber indicum, esteticamente molto simile ma di qualità nettamente inferiore. Quest’ultimo non può essere commercializzato in Italia, sebbene talvolta compaia illegalmente sul mercato.
