Tartufaie controllate
Le tartufaie controllate sono autorizzate su superfici boschive che producono già spontaneamente tartufo; in tali aree è possibile progettare interventi per migliorare, salvaguardare e incrementare la produzione spontanea.
Rispetto alle tartufaie coltivate, quindi, nelle tartufaie controllate si tratta di individuare un terreno naturalmente produttivo di tartufi e di pianificarne il miglioramento
Anche per le tartufaie controllate spetta alla Regione disciplinare le modalità di individuazione e riconoscimento e gestire il procedimento di autorizzazione, con l'aiuto dei Settori Agricoltura, Caccia e Pesca competenti per territorio.
- Il servizio fitosanitario controlla il processo di produzione delle piante micorrizate.
Fare domanda
Gli interessati, che possono essere proprietari o conduttori del terreno da migliorare, devono presentare, al Settore Agricoltura, Caccia e Pesca della provincia dove questo è ubicato, domanda (347.55 KB) che deve essere corredata da:
- una documentazione idonea ad attestare la disponibilità del terreno nonché ad individuare con precisione l'area destinata all'intervento di miglioramento, ad esempioattraverso l'indicazione delle particelle catastali interessate
- una relazione contenente gli elementi agronomici che evidenzino le caratteristiche dei terreni (conformazione e tipo di vegetazione nel sottobosco), al fine di poterli qualificare come tartufaia naturale vocata per una determinata specie di tartufo
- un piano colturale che dovrà riportare le pratiche colturali, nonché una stima dell'incremento della tartufaia con la messa a dimora di idonee piante arboree ed arbustive tartufigene. Il piano colturale potrà prevedere i seguenti interventi:
- messa a dimora di piante autoctone arboree ed arbustive tartufigene comprese le eventuali cure colturali
- realizzazione o manutenzione di opere di regimazione delle acque superficiali quali scoline, fossetti, muretti a secco, palificate e graticciate
- interventi di diradamento e di controllo della vegetazione infestante.
È considerato incremento di tartufaie naturali l'inserimento di almeno trenta piantine tartufigene per ettaro nel perimetro dell'area proposta per il riconoscimento
Qualora detto inserimento non possa effettuarsi nel rispetto delle caratteristiche e degli equilibri della tartufaia, la Provincia competente può derogare alla normativa previo parere di uno dei centri od istituti di ricerca specializzati.
Coloro che conducono le tartufaie controllate hanno diritto di proprietà sui tartufi ivi prodotti, di qualunque specie essi siano
La tabellazione
Le tabelle che segnalano la presenza di una tartufaia controllata devono avere le seguenti caratteristiche:
- essere poste in alto, ad almeno 2,50 metri dal suolo
- essere visibili da ogni punto di accesso e poste in modo che da ogni cartello sia visibile il precedente ed il successivo
- riportare la scritta “Raccolta di tartufi riservata”, in stampatello e ben leggibile.
Qui cliccabile un esempio di tabella (67.36 KB) per segnalare una tartufaia controllata.
A chi rivolgersi
Per informazioni sulle tartufaie controllate e coltivate è possibile rivolgersi a:
Sauro Sacchetti tel. 051 5279587
Maria Mezzatesta - tel. 051 5274824
oppure contattare i Referenti territoriali per tematica