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Il patogeno è ampiamente diffuso nel mondo in tutte le zone a clima temperato di coltivazione del pomodoro e del peperone. Nelle aree italiane di coltivazione del pomodoro, questa batteriosi è da tempo conosciuta per le perdite di produzione che è in grado di provocare in annate particolarmente favorevoli.

I sintomi dell’infezione batterica sono rilevabili su foglie, fusto e frutti e il periodo ottimale per la loro osservazione è quello che va dall'allegagione all'invaiatura (giugno-luglio). Non solo il pomodoro, ma anche il peperone sono i principali ospiti del batterio X. campestris pv. vesicatoria: una buona profilassi è fondamentale per contrastare la malattia e prevenire danni alle coltivazioni.

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Prevenzione e lotta

X. campestris pv. vesicatoria è da tempo conosciuto nelle aree italiane di coltivazione del pomodoro, che in certe annate particolarmente favorevoli alla batteriosi hanno subito notevoli perdite di produzione.
La lotta alla maculatura batterica comprende interventi a carattere preventivo da effettuarsi prima, durante e dopo la coltivazione. L'impiego di seme sano è il fondamentale punto di partenza sia nel caso di semina diretta che nel caso di trapianto. Critica è la produzione di piantine in vivaio: la serra deve essere preparata adeguatamente (disinfezione di contenitori, attrezzi, terriccio, bancali e quanto altro può venire a contatto con le piante) e controllata per temperatura ed umidità. Inoltre in serra l'elevata densità delle piantine può favorire la diffusione dei batteri dai focolai di infezione primaria.

Allo scopo di prevenire l'infezione batterica nelle aree di coltivazione già soggette a batteriosi o di mantenere a bassi livelli la flora batterica epifita, nella coltivazione in serra o in pieno campo è opportuno effettuare alcuni trattamenti ad intervalli di 7-10 giorni, con sali di rame (200g/hl di principio attivo) iniziando dallo stadio di una foglia e continuando fino alla fioritura del primo palco. L'uso dei rameici ha come effetto il contenimento della batteriosi che si traduce in una riduzione del danno economico.

Al termine della coltivazione è utile distruggere i residui della vegetazione e nei casi di campi risultati infetti sarebbe opportuna una rotazione colturale di almeno tre anni. In vivaio le piante risultate infette debbono essere eliminate ed occorre provvedere alla disinfezione globale della serra e degli strumenti utilizzati.

Sul mercato non sono disponibili cv. di pomodoro e di peperone tolleranti alla batteriosi.

Raccomandazioni

Il pomodoro può essere colpito da altri batteri fitopatogeni che possono causare maculature sulle foglie, del tutto simili a quelle causate da X. campestris pv. vesicatoria. Pertanto individuando tali sintomi sia sulle piantine in vivaio che sulle piante in serra o in pieno campo è opportuno effettuare il prelievo di un campione da sottoporre ad analisi batteriologica.
Anche le lesioni fogliari osservabili sul peperone richiedono un'analisi di laboratorio a conferma di una diagnosi visiva.

A chi rivolgersi

Ambra Alessandrini
Rossella Gozzi