Tutta la ricchezza della frutticoltura italiana in mostra nei primi decenni del '900

Ferruccio Zago, reporter d'eccezione del “Giornale di agricoltura della domenica” della Federconsorzi, documenta con bellissime foto la mostra nazionale di frutta di Trento del 1924. Un nuovo articolo nella rubrica “La voce di Musei e Biblioteche”

Prosegue l’attività di valorizzazione di Musei e Biblioteche regionali all’interno del sito dell'Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna con l'obiettivo di far "scoprire" a cittadini e utenti i loro tesori, spesso poco conosciuti. Allo scopo sono in pubblicazione una serie di articoli provenienti dalle varie realtà museali, e non solo, presenti sul territorio regionale.

L'ultimo articolo pubblicato nella rubrica “La voce di Musei e Biblioteche”, a firma di Daniela Morsia, Referente della Biblioteca comunale Passerini-Landi di Piacenza, dal titolo "Pere in mostra a Trento e a Piacenza" descrive come Ferruccio Zago, giornalista d’eccezione del “Giornale di agricoltura della domenica” della Federconsorzi, ha raccontato con bellissime foto la mostra nazionale di frutta svoltasi a Trento nel settembre del 1924.

Zago formatosi alla Scuola di orticoltura e pomologia di Firenze, ha dedicato un grandissimo impegno allo sviluppo della frutticoltura industriale italiana e insieme all’ampelografo e pomologo vicentino Girolamo Molon, è stato protagonista di una straordinaria esperienza editoriale promossa dalla Federconsorzi negli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento: la campagna scientifica di comunicazione, firmata prima da Molon poi da Zago, sulle “varietà di piante da frutto raccomandabili per le coltivazioni nell’Alta Italia”, sfociata nella pubblicazione sulle pagine della rivista “Italia Agricola” di splendidi articoli dedicati alle diverse varietà, corredati da tavole a colori.

Tutti gli articoli pubblicati

Nella stessa rubrica “La voce di Musei e Biblioteche” è possibile leggere anche gli articoli seguenti, sempre a firma della stessa autrice:

Almanacco 1913. Biblioteca popolare illustrata n. 80"Il segno del nuovo anno" descrive, nel contesto del catalogo editoriale della Federconsorzi, l'Almanacco, che esce in vari formati dal 1892 al 1917, una pubblicazione particolarmente interessante sia dal punto di vista grafico che documentale, poichè fornisce molti spunti di riflessione sull’evoluzione della comunicazione agraria del primo Novecento.


Il pero e il melo nella grande coltura e nei frutteti specializzati, in Giornale di agricoltura della Domenica, 2 agosto 1914, pp. 254-255Una regione luminosa” descrive il progetto delle proiezioni luminose ideato dal 1912 al 1914 da Federconsorzi che aveva l’obiettivo di dimostrare come anche la comunicazione agraria potesse avvalersi delle nuove tecnologie legate alla proiezione di foto e di immagini animate.


L'Italia Agricola e il dono Almanacco dell'Italia agricola, Giornale di agricoltura della Domenica, 27 dicembre 1914, p. 432Comunicare il progresso: il nuovo che avanza in agricoltura”: descrive le modalità principali di diffusione delle innovazioni tecniche decisive per lo sviluppo dell'agricoltura tra Otto e Novecento;


Almanacco per l'anno 1897, Collana Biblioteca popolare illustrata, 1897Il giornale discute, esamina, consiglia e non traffica...”: un excursus dell’attività editoriale della Federconsorzi che ha portato "L’Italia Agricola" e "Il Giornale di agricoltura della Domenica" a diventare i “massimi diffusori” delle scienze agrarie, difensori dei propositi degli agricoltori imprenditori e propulsori del movimento economico-sociale delle campagne.


Uno tra i più piccoli trattori americani applicati alla falciatrice, L'Italia Agricola, 15 dicembre 1915, p. 545Il Concorso di Colorno”: racconta il Concorso internazionale degli apparecchi d’aratura, promosso dalla Federazione italiana dei Consorzi agrari, dal Touring Club Italiano e dalla Cattedra ambulante di Parma, all’interno delle iniziative legate alla grande Esposizione agricolo-industriale e di belle arti di Parma, organizzata nel 1913 in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Verdi.


Reflex, Coltivazione del pesco e mezzadria (a Massalombarda), Giornale di agricoltura della Domenica, 28 luglio 1913La scommessa di Adolfo”: cronaca di una giornata di visita a Massalombarda, nel luglio del 1912, all’azienda di Adolfo Bonvicini l’agronomo che ha creduto e portato avanti con grandi sacrifici un grande sogno: quello di fare della frutticoltura della sua terra un’eccellenza italiana e non solo.


Piccole industrie. I cesti per l'imballaggio dell'uva, "L'Italia Agricola", 15 luglio 1914, copertina e pp. 301-303Il Laboratorio cestai di Fiorenzuola d'Arda”: artigiani, produttori di cesti ed imballaggi per uva da tavola, ortaggi e frutta, dotati di creatività e determinazione, ma anche di coraggio. Nel 1914 sono proprio loro a conquistare la copertina della rivista “L'Italia agricola” dedicata alle piccole industrie e in particolare ai cesti per l'imballaggio dell'uva. 


La latteria, Pel XXV anniversario della R. Scuola di Zootecnia e Caseificio A. Zanelli in Reggio Emilia, Giornale di agricoltura della domenica, 14 ottobre 1906,  p. 333La Regia Scuola di Zootecnia e Caseificio Antonio Zanelli”: le iniziative editoriali portate avanti da Federconsorzi per celebrare il 25° anniversario della Regia Scuola di Zootecnia e Caseificio, fondata nel 1880 a Reggio Emilia, e intitolata ad Antonio Zanelli, tra i fondatori e primo direttore dell'istituto fino al 1894.


3-Un lembo dell’Appennino emiliano, in Giornale di agricoltura della domenica, 4 febbraio 1912, pp. 36-37"Nei primi anni del '900 il progresso avanza nella montagna emiliana": il reportage fotografico dedicato all’Appennino emiliano fatto da Giovanni Pallastrelli, reggente della sezione montana della Cattedra ambulante di agricoltura di Piacenza, prima, deputato e senatore poi. Negli articoli pubblicati negli anni '10 del secolo scorso, Pallastrelli racconta, con testi e foto, la “sua” montagna, quell’estesa area che ha girato in lungo e in largo, tra pendii e mulattiere, restituendo un importante affresco delle condizioni di vita e di lavoro di un territorio e dei grandi progressi fatti in quegli anni, grazie anche all’azione svolta dalla Cattedra ambulante di Agricoltura di Piacenza.


Bartolomeo Moreschi, I Bovini di Romagna, in L’Italia Agricola, 30 maggio e 30 giugno 1902, pp. 226-229 e 276-279-"Leopoldo Tosi, un modello imprenditoriale della Romagna": descrive l'eccellenza imprenditoriale della Romagna, Leopoldo Tosi, già noto a fine '800, non solo in Italia ma anche all'estero, per l'assetto razionale dato alla sua azienda di Tor San Mauro, per i progressi legati in particolare al settore vitivinicolo e dell'allevamento di bestiame, per l'introduzione di nuovi macchinari e, non ultimo, per il "trattamento dato ai lavoratori".


Marozzo, Bonifiche ferraresi, in Giornale di agricoltura della domenica, 12 febbraio 1899, p. 53"La Ferrara di Adriano Aducco", descrive l'attività del giovane direttore della Cattedra Ambulante di Ferrara a cavallo tra l'800 e il '900. Adriano Aducco, profondo conoscitore della realtà rurale della provincia di Ferrara, ha documentato in particolare lo sviluppo della lavorazione della barbabietola da zucchero e i grandi lavori legati alle bonifiche idrauliche. Una conoscenza del territorio nata in anni passati a girare in lungo e in largo l'estesa provincia alla ricerca dell'agricoltore: "Per questo io vado nelle borgate e nelle ville anche se non sono chiamato e vi cerco l'agricoltore", scriveva Aducco ad un collega.


Bestiame lattifero olandese, L’agricoltura piacentina, 1 agosto 1909, tav. XV, p. 232"Emilio e la storia di una capinera" riporta gli appunti di viaggio di Emilio Fioruzzi in Olanda nel 1903 per acquistare capi bovini di razza Frisona. A partire da quel viaggio Fioruzzi, dopo aver lavorato molto anche sulle razze da carne, si prodigherà per l'introduzione delle vacche frisone nelle zone dell'Emilia e della Lombardia. Numerosi sono i suoi articoli pubblicati sia sulle riviste della Federconsorzi che su “Agricoltura piacentina”, il periodico della Cattedra ambulante di agricoltura. Mentre moderne stalle e nuovi caseifici modificano il paesaggio agrario emiliano, Fioruzzi dà precise indicazioni geografiche di dove andare a comperare le vacche frisone. 

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